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Fama immeritata del Comandini? Gli artigiani: "E' una scuola tecnica qualificata"

"Da anni Confartigianato intesse collaborazioni proficue con l'istituto Comandini per l'alternanza scuola lavoro e abbiamo trovato sempre in questo istituto un partner di primo livello"

Fama di scuola di basso livello, con risse e droga all'ordine del giorno? Una nomea immeritata che il preside dell'istituto professionale Comandini di Cesena, una delle scuole tecniche più frequentate del territorio, ha voluto respingere con forza con una lettera pubblica, invitando tutti coloro che hanno dei dubbi, in fase di iscrizione dei figli, a venire e toccare con mano la qualità dell'istituto

E a sostenere il dirigente dell'istituto, Francesco Postiglione, interviene anche la Confartigianato che difende la scuola storica cesenate con la quale da anni crea collaborazioni attraverso i progetti di alternanza scuola-lavoro.“Da anni Confartigianato intesse collaborazioni  proficuecon l'istituto Comandini per l'alternanza scuola lavoro, - afferma Gabriele Savoia, coordinatore per Confartigianato dei progetti "Bottega Scuola" e "Accademia della Meccanica" - e abbiamo trovato sempre in questo istituto un partner di primo livello, nei suoi dirigenti consapevoli e lungimiranti nel radicare rapporti non estemporanei col mondo delle impresa  e nei suoi studenti allievi preparati e motivati".

"Il Comandini, istituto storico cittadino sorto nel 1995 , è una risorsa di tutto il territorio ed è stata la scuola, insieme al tecnico Iti Pascal,  di  tanti nostri imprenditori che hanno costruito il loro futuro di artigiani sulle basi di una solida e mirata preparazione scolastica. Il fatto che esista una associazione degli ex studenti del Comandini è l'attestazione più chiara del debito di riconoscenza che gli ex studenti stessi riconoscono a un istituto che li ha formati e forgiati indirizzandoli alla cultura del lavoro, nonché rappresenta una cartina di tornasole sulla reputazione positiva di cui l'istituto gode".

Confartigianato allarga poi il ragionamento: "Ma la riflessione principale che vogliamo fare è più ampia: nel nostro territorio, e in generale del Paese, è fondamentale il funzionamento di un sistema di istruzione e formazione professionale di qualità, basato su una rete nazionale fortemente interconnessa con i territori in crescita produttiva, vale a dire quel sistema che ha costituito a lungo una nostra peculiarità formativa di eccellenza. A un certo punto, però, quel sistema è stato smontato e si è cominciato a mal orientare i giovani, finendo per penalizzare colpevolmente l'impresa e il settore artigiano, ovvero il comparto manifatturiero e dei servizi per eccellenza. La crisi degli istituti professionali e tecnici  a fronte di una crescente licealizzazione di massa, dato riscontrabile in maniera sempre più marcata anche nel nostro territorio,  è una prova evidente di uno stato di fatto che desta molte perplessità e che finisce per incidere sui dati relativi alla crescente disoccupazione giovanile".

Ed ancora Savoia: "Ecco allora che non solo dobbiamo tenerci stretti i nostri istituti professionali e tecnici e promuoverli come valore formativo aggiunto del territorio, ma dobbiamo sempre più valorizzarli, come Confartigianato sta cercando di fare, mettendoli al centro di una fitta trama di iniziative e progetti in collegamento con il sistema delle piccole imprese. La nostra esperienza diretta e quella dei nostri imprenditori che interagiscono con Comandini, Iti e gli altri istituti territoriali è molto positiva: si tratta di professionali e tecnici che hanno ben chiara la mission di creare profili raccordati alle esigenze del mondo del lavoro, in feconda sinergia col territorio e col mondo delle imprese, e pertanto si pongono come affidabili partner per creare anche la cultura d'impresa oltre a preparare profili pronti per l'inserimento lavorativo. E già questa è una garanzia per le famiglie che iscrivono i loro figli a queste scuole, investendo sul loro futuro”.
 

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