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Colpo di spugna sull'Imu piattaforme, i sindaci a Mattarella: "Non firmi il decreto"

I sindaci di Ravenna Michele De Pascale e di Cesenatico Matteo Gozzoli alzano il tiro e chiedono al presidente della Repubblica Mattarella di non controfirmare il decreto legge

I sindaci di Ravenna Michele De Pascale e di Cesenatico Matteo Gozzoli alzano il tiro e chiedono al presidente della Repubblica Mattarella di non controfirmare il decreto legge che, secondo le indiscrezioni, permetterà all’Eni, anche con effetto retroattivo, di non pagare le tasse Imu-Ici sulle piattaforme in mare per l’estrazione degli idrocarburi. Scrivono i due primi cittadini a Mattarella: “Si chiede alla signoria vostra di non procedere alla firma del decreto legge e comunque di intervenire nell’ambito delle Sue prerogative e competenze, al fine di evitare le gravi conseguenze nei confronti degli Enti locali interessati, prodotti da una norma cosi gravemente viziata, nella forma e nei contenuti”.

E’ una brutta tegola quella che rischia di cadere sui due Comuni. Cesenatico si dovrebbe a perdere risorse per 10 milioni di euro e Ravenna 30 anche retroattivamente, cioè finendo per dover restituire i soldi già incassati. Un’ipotesi che farebbe collassare i bilanci dei due municipi. Il testo di un decreto legge che il Governo starebbe per approvare contiene una norma specifica che blocca il pagamento di Ici e Imu dalle piattaforme petrolifere anche con effetto retroattivo. 

De Pascale e Gozzoli nelle loro lettera a Mattarella spiegano che “in primis rimarchiamo il difetto del presupposto della straordinarietà e dell’urgenza che dovrebbe connotare la fonte normativa del decreto legge”. Inoltre “l'adozione di norme interpretative in materia tributaria può essere disposta soltanto in casi eccezionali e con legge ordinaria, qualificando come tali le disposizioni di interpretazione autentica”. Ed ancora: “Risulta inoltre evidente la  lesione dei limiti generali stabiliti dalla Corte Costituzionale, ai fini del corretto utilizzo della possibilità, come detto eccezionale,  di attribuire una efficacia retroattiva alla legislazione”. Ma la critica è anche nel merito: “La questione interpretativa oggetto della disposizione del decreto è infatti non più attuale nella sostanza, in quanto ben tre sentenze della suprema Corte di Cassazione nel corso dell’anno 2016 si sono espresse a favore della chiara assoggettabilità al tributo dell’ICI e dell’IMU delle cosiddette “trivelle”. Gli enti locali destinatari del tributo hanno, conseguentemente, accertato ed in parte incassato il dovuto ( addirittura anche attraverso accordi bonari con i soggetti passivi che hanno riconosciuto ormai certo l’assoggettamento all’imposta!!) nonché coerentemente  allocate le previsioni delle relative risorse all’interno dei loro bilanci”.
 

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