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Colpo di scena: le ossa custodite nell'Aula del Nuti non sono di Malatesta Novello

Dentro quell'urna non ci sono le ossa di un uomo morto tra il 1450 e il 1470 all'età di 47 anni, ma di un uomo morto ben 300 anni prima (tra il 1184 e il 1298) di un'età compresa tra i 30 e i 35 anni

Le ossa che per oltre 200 anni sono state custodite nell'urna funeraria murata in fondo all'Aula del Nuti non sono di Malatesta Novello. Nonostante l'iscrizione della lapide funeraria riporti il nome del signore di Cesena (morto il 20 novembre del 1465 all'età di 47 anni) gli esami antropologici e i successivi esami al radiocarbonio svolti sotto il controllo del paleopatologo Francesco Maria Galassi e dalla dottoressa Elena Varotto, hanno confermato che ci troviamo davanti ad un clamoroso falso storico. 

Dentro quell'urna non ci sono le ossa di un uomo morto tra il 1450 e il 1470 all'età di 47 anni, ma di un uomo morto ben 300 anni prima (tra il 1184 e il 1298) di un'età compresa tra i 30 e i 35 anni. Un uomo alto 1 metro e 77 e di corporatura robusta (85 kg circa), non abituato a fare sforzi o lavori manuali e quindi appartenente a una classe agiata. Un uomo che non sappiamo chi è, ma che sicuramente non è il signore di Cesena, Domenico Malatesta. Il falso storico, che non è detto venne compiuto con malizia, risale a 206 anni fa, quando le spoglie ritrovate nella zona della chiesa di san Francesco, davanti alla Biblioteca Malatestiana, furono considerate appartenenti a Domenico Malatesta e seppellite nella Biblioteca con un documento che ne riportava l'autenticità. Stesso discorso fu rifatto nel 1905, quando venne cambiata l'urna funeraria che conteneva le ossa(erano già poche e mal conservate, insieme a due suole di scarpe).

Ora nel 2018, grazie alle nuove tecnologie di indagine a disposizione del settore della paleopatologia e anche all'amministrazione di Cesena che ha promosso uno studio definitivo per risolvere la vexata quaestio, finalmente si è messo un punto a una vicenda che sarebbe potuta andare avanti per l'eternità.  Da qui si riparte e si continuano a cercare le vere ossa del signore di Cesena. Come? Secondo lo studioso Galassi (a capo del progetto scientifico e che per il suo incarico non ha voluto percepire alcun contributo) i suoi resti potrebbe giacere ancora sepolti in zona e solo uno scavo archeologico sistematico secondo i criteri moderni potrebbe portare alla sua scoperta. 

Rincara la dose anche lo studioso cesenate Claudio Riva: "Qui davanti alla Biblioteca c'era la chiesa di San Francesco sorta nel 1250 circa - spiega - è molto probabile che possa essere stato seppellito qui con tutta la famiglia. L'abitudine era mettere i più noti in fondo e poi seppellire gli altri più in alto. Visto che in Malatestiana è stata custodita la mappa che riporta le tracce dell'antica chiesa di San Francesco quando si andrà a rifare la piazza davanti alla Biblioteca si potrebbe scavare un po' più in profondità (almeno 4 metri) per vedere di ritrovare le spoglie di Novello. Secondo me è un'operazione che vale la pena tentare". 

A dargli ragione è stato il sindaco Paolo Lucchi che, nel contempo, ha colto l'occasione anche per spiegare che si è sbloccato il contributo per il rifacimento delle tre piazze a Cesena e che al più presto si partirà con il bando. Non è escluso che i lavori possano iniziare a settembre. Quindi l'impegno futuro dell'amministrazione, oltre a musealizzare i documenti e le suole ritrovate nell'urna funeraria (quelle sì appartenenti al periodo in cui ha vissuto Novello Malatesta) e a rimettere le ossa dell'ignoto signore alto e robusto del 1200 nell'urna insieme a un documento firmato dall'amministrazione comunale in cui si dà conto delle analisi svolte nel 2018, è quello di non smettere di cercare le vere spoglie di Novello. 

E l'ignoto signore? Perché non saperne qualcosa di più? L'ipotesi più probabile è che lì dove sono state trovate le sue ossa ci fosse la cinta muraria nel 1200. Solo dopo, infatti, è stata costruita la Chiesa di San Francesco. I Francescani, come d'abitudine, costruivano sempre le loro chiese al margine della città. Le ossa trovate, quindi, potrebbero essere di qualcuno che venne interrato proprio fuori dalle mura. Chissà se questa abitudine aveva un significato oppure era riservata ad alcuni e ad altri no? Che fosse un signore non ben visto dalla comunità? Oppure proprio lì avevano realizzato un cimitero? Tutte domande alle quale non sarà facile rispondere ma che forse, con altri studi specifici e scavi, potrebbero riportare alla luce pezzi di storia utile a valorizzare nuovi aspetti della città.

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