Tour per i mercatini e hobby per il collezionismo: prof cesenate costruisce un immenso patrimonio storico

Tra le sue "chicche" c'è un libro di Guglielmo Marconi del 1917 con una dedica a Degna, la figlia che chiamava affettuosamente Minnie

Documenti storici, cartoline di fine Ottocento, oggetti antichi, libri preziosi sulla storia di Cesena, manifesti, pennini per scrivere, il coltellino del cestino di Casali, soldi grandi come lenzuola (le mitiche mille lire al mese) e chi più ne ha ne metta: è questo che si trova nelle stanze di Fausto Rossi, professore di tecnologia in pensione, che da oltre trent'anni coltiva una passione che l'ha portato a raccogliere moltissimi oggetti di immenso valore storico. Parliamo di una collezione di 2500 cartoline, di migliaia di volumi di libri e altrettante riviste, libri scritti nel 1782, documenti che testimoniano la nascita della repubblica Cisalpina, tracce della microstoria che ha attraversato Cesena fatta di lettere private, di prezzi della carne quando si pagava ancora con i Baj, di inviti a feste cittadine, dello scorrere della vita quotidiana in cui si respira la Storia con la S maiuscola.  

Questo popò di collezione è stata raccolta nel tempo nei mercatini di tutta la Romagna. "Stavo anche ore davanti alle casse di frutta a sfogliare le cartoline di chi andava a svuotare le cantine - spiega Rossi -  La cartolina di Cesena più vecchia che ho è del 1899. Con grande pazienza, in questi trent'anni, mi sono fatto centinaia, forse migliaia di mercatini dell'antiquariato. I più piccoli, quelli che sembrano meno importanti, sono i più interessanti. Si trova materiale inaspettato e si riescono a fare acquisti veramente ottimi: documenti antichi magari passati inosservati agli occhi di chi li ha trovati in una soffitta vengono venduti a prezzi accessibili e per un appassionato come me sono oro". 

Tra le sue "chicche" c'è un libro di Guglielmo Marconi del 1917 con una dedica a Degna, la figlia che chiamava affettuosamente Minnie; oppure la lettera scritta da Genova dal cesenate Gaspare Finali in cui il patriota spiega all'amico Rinaldo che il giorno dopo sarebbe stato presente a Quarto, in occasione della partenza dei Mille. Ma non solo, Rossi ha anche un prezioso invito spedito all'avvocato cesenate Pietro Turchi per partecipare all'inaugurazione del monumento a Bufalini, davanti alla Biblioteca Malatestiana. Era il 31 marzo del 1883 e i festeggiamenti durarono due giorni e qui sono dettagliatamente spiegati dal banchetto delle autorità e delle rappresentanze nell'albergo del Leon d'Oro alla luminaria (disegno ed esecuzione del cavalier Ottino), dalla premiazione degli alunni di tutte le scuole nel teatro comunale all'estrazione della tombola telegrafica per gli invitati.

Per finire con la corsa a sediole e a fantini nel pubblico giardino. Documenti in cui gli appassionati di storia non possono che immergersi completamente perdendo la cognizione del tempo. Entrare nel piccolo regno di Rossi, infatti, è fare un balzo nel passato, si può addirittura udire l'eco di un antico zoccolìo di cavalli, un parlare italiano non più in uso, il lontano chiacchiericcio del mercato. E leggendo quei documenti in cui un invito a nozze diventava "Avendo io stabilito l'accasamento di Elena, mia figlia secondogenita, col Signore Luigi Lega di Brisighella, per gratissimo dovere di parentele le ne avvanzo la per me fausta notizia", anche le formalità che potrebbero sembrare esagerate  acquistano un sapore di cortesia ed educazione che, forse, oggi faremmo meglio a rispolverare.

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