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Cliciak, avanti col cambio di nome al concorso: "Lo proiettiamo nel futuro"

Avanti con la rivoluzione del concorso CliCiak, nel solco dell'accordo con la Cineteca di Bologna: lo fa sapere l'assessore alla Cultura Christian Castorri nel consiglio comunale di giovedì pomeriggio

Avanti con la rivoluzione del concorso CliCiak, nel solco dell'accordo con la Cineteca di Bologna: lo fa sapere l'assessore alla Cultura Christian Castorri nel consiglio comunale di giovedì pomeriggio, in risposta ad un'interrogazione di Vania Santi consigliera di “Cesena Siamo Noi”. All'interno della maggioranza sono giunte anche aspre polemiche sul progetto da parte di "Articolo 1 Mdp". Castorri in particolare spiega che sarà abbandonata la vecchia denominazione con cui il concorso di fotografia di scena è conosciuto: “Il concorso si chiamerà, a partire da questa edizione “Scatti di Cinema”. Preciso che il logo, realizzato in occasione della ventesima edizione,  manterrà anche il riferimento alla denominazione originale “Cliciak”, accompagnato – con intento celebrativo - dal numero “20”. Si è ritenuto opportuno, in occasione del ventennale del concorso, marcare il passaggio tecnologico (il cambio di nome attualizza il gesto dello scatto fotografico digitale) con l’intento di proiettare il concorso in una nuova fase che, affianco alla valorizzazione della sua storia, sappia guardare a nuovi scenari, attivando alleanze, collaborazioni e ulteriori prospettive.  Ai lavori che hanno portato a proporre un percorso innovativo hanno partecipato – come sempre – tutte le unità di personale coinvolte nelle attività di rilancio del Centro Cinema”.

Inoltre verrà sdoppiato il fondo delle fotografie delle edizioni precedenti da quelle future: “I nomi dei fondi di un archivio non cambino la natura di un archivio stesso. Né dal punto di vista archivistico, né dal punto di vista culturale il cambio di denominazione avrà alcun riflesso rispetto alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio fotografico che sono gli obiettivi principali. Il fondo con la nuova denominazione rimarrà sotto la gestione del Centro Cinema Città di Cesena”.
 
E sulle attività promosse sino ad oggi dalla Cineteca, Castorri rimarca che “Sono state attivate e sono in corso tutte le attività previste dalla convenzione. Nel dettaglio. Nel 2016 sono stati realizzate attività didattiche (con un investimento di € 13.270), rassegne mensili al Cinema S. Biagio (14.188 euro, le risorse utilizzate per questa attività), attività nell’ambito di Piazze di Cinema (6.559 euro), lavorazione e digitalizzazione, valorizzazione fondo fotografico (18.911 euro). Per l’anno in corso il bilancio preventivo prevede costi lordi di 18.542 euro per attività didattiche, 17.369 euro per la programmazione delle rassegne mensili al Cinema San Biagio, 8.000 euro per attività nell’ambito di Piazze di Cinema, 14.000 euro per attività di promozione dell’archivio. Il bilancio di previsione prevede, ad oggi, una possibile economia sull’anno 2017 di 987 euro, che potrà essere utilizzata per far fronte ad ulteriori spese. Evidenzio come non sia considerato il costo del personale della Cineteca di Bologna che, in virtù della convenzione sottoscritta, lavora sul progetto a titolo non oneroso. Una stima – che ho ritenuto opportuno richiedere alla luce delle inopportune considerazioni fatte in questi giorni da più parti – dà onto di una valorizzazione economica delle ore/lavoro del personale della cineteca di Bologna per attività del centro cinema di Cesena pari a € 43.379. Suddivisi come segue: coordinamento 9.304 euro, organizzazione/programmazione/comunicazione San Biagio e Piazze di Cinema 6.087 euro, ricerche e gestione circuitazione film San Biagio 3.314 euro, ricerche e gestione circuitazione film Piazze di Cinema 3.862 euro, personale impiegato per archivio fotografico 14.847 euro, personale impiegato per attività didattica 2.632 euro, ufficio stampa 2.157 euro”.

Ed infine Castorri: “Fra gli obiettivi dell’Amministrazione vi è quello di valorizzare il patrimonio (materiale ed immateriale) esistente e sviluppare nuove potenzialità, anche attraverso l’identificazione di modelli gestionali e organizzativi più idonei e più efficaci. Il percorso avviato in collaborazione con la Cineteca di Bologna esprime un evidente (e direi necessaria) volontà di porsi obiettivi ambiziosi, superando il rischio di incorrere in quell’eccessiva autoreferenzialità che spesso impedisce alle politiche culturali cittadine di guardare al futuro con spirito costruttivo, propositivo e innovativo. Quello spirito che – unitamente ad una programmazione di rilevante interesse regionale e nazionale – ci ha permesso di ottenere l’ormai noto (ma troppo spesso troppo poco considerato) finanziamento di 1,2 milioni per la ristrutturazione del 3° lotto della Malatestiana affinché il Centro Cinema possa trovare una sua funzionale collocazione”.

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