La Cisl fa una raccolta firme contro la Finanziaria e a difesa degli impiegati pubblici

La Cisl e la Cisl Funzione Pubblica di Forli'-Cesena scendono in piazza per dire NO al blocco del contratti del pubblico impiego contenuto nella manovra finanziaria

La Cisl e la Cisl Funzione Pubblica di Forli'-Cesena scendono in piazza per dire NO al blocco del contratti del pubblico impiego contenuto nella manovra finanziaria e per dire SI al recupero delle risorse per la contrattazione pubblica. A partire da martedì 12 luglio hanno infatti organizzato una mobilitazione davanti ai principali enti ed una raccolta di firme di lavoratori pubblici e cittadini.

La raccolta delle firme è stata organizzata trai  dipendenti pubblici di tutti i  comuni del territorio e dell’Azienda Sanitaria, nonché nelle sedi decentrate degli uffici statali. “La manovra intende perseguire il giusto obiettivo dell’azzeramento del deficit pubblico entro il 2014” ma ancora una volta contiene misure restrittive per il pubblico impiego che non condividiamo affatto. La sostenibilità della spesa pubblica è una priorità indicata dalla Ue e fatta propria dall’Italia, ma non è certo solo sui salari pubblici, già sottoposti alle limitazioni della manovra dell’anno scorso, che si possono fare risparmi. Anzi, è proprio valorizzando il lavoro pubblico che si deve attivare la leva della ristrutturazione della spesa” dicono il segretario Antonio Amoroso e il responsabile funzione pubblica Adriano Castagnoli.

“I lavoratori non possono pagare per l’irresponsabilità di anni di cattivo uso delle finanze pubbliche.  Per questo ribadiamo con forza il nostro NO alla proroga del blocco dei contratti pubblici disposta dalla manovra e lanciamo da oggi una mobilitazione capillare in tutti i posti di lavoro, per chiedere anche alla politica regionale e locale di far ripartire la contrattazione integrativa. Sul pubblico impiego, oltre al blocco dei contratti, grava anche il blocco del turn-over e i servizi pubblici, del nostro territorio, già in forte difficoltà e con poco personale, rischiano di essere fortemente indeboliti in un momento in cui i bisogni delle persone e delle famiglie sono maggiori. Allo stesso tempo però sono impensabili aumenti di spesa che finirebbero per essere pagati con le tasse dei cittadini”, concludono.

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