Cinema San Biagio, "Comune in ritardo nel bandire la nuova gara, responsabilità politiche"

Davide Fabbri: "L’affidamento diretto si è reso necessario poiché il Comune di Cesena non si è attivato tempestivamente per bandire la nuova gara"

Il blogger Davide Fabbri ritorna in maniera piuttosto critica sul tema del Centro Cinema San Biagio. "Esattamente 5 anni fa firmai – assieme ad oltre 600 persone – una significativa petizione cittadina nel marzo del 2015 per la difesa di una (ex) eccellenza culturale della nostra città: il Centro Cinema San Biagio di via Aldini 24".

"La petizione - spiega Fabbri - fu promossa da un comitato cittadino formato soprattutto da artisti e professionisti del settore; si chiedeva la realizzazione di un autentico progetto di rilancio volto a valorizzare il San Biagio nella sua autonomia e integrità, quale patrimonio cittadino, insieme al teatro Bonci e alla Biblioteca malatestiana. La petizione affermava che “il Centro Cinema è stato un progetto molto innovativo e coraggioso del Comune alla fine degli anni '70. Dopo oltre 30 anni di attività e una programmazione cinematografica costante, ha oggi 2 sale cinema e un prestigioso patrimonio visivo-culturale: una biblioteca tematica tra le più importanti d’Italia, 130.000 fotografie, 350 periodici, una sala studio con 5 postazioni audiovisive, una collezione di 13.000 VHS, 10.000 ore di programmi didattici, fondi speciali unici sia in VHS che in DVD, un archivio che è preziosa memoria visiva del cinema di ieri e di oggi. Dopo qualche anno di programmazione ridotta e lo spostamento, nel 2014, di parte della mediateca e del suo personale, il Centro ha subito un inevitabile rallentamento affrontato dal Comune, sino ad oggi, con un generico intento di valorizzazione, senza chiarire, con i dovuti particolari, i progetti in atto per gestire al meglio una ricchezza cittadina che dovrebbe essere uno dei nostri fiori all’occhiello, sia per la vita culturale cittadina che per la promozione del territorio". 

"Si chiede un progetto mirato, chiaro e condiviso, che contempli un’unica sede operativa, senza separare le sale di proiezione, nucleo vitale, da tutte le altre funzioni ad essa connesse, perché il Centro Cinema possa continuare ad essere un vero Centro di tutte le attività legate al cinema (conservazione, proiezione, produzione, didattica, intrattenimento), frequentato da cittadini e turisti di tutte le età, come luogo di proiezioni, mostre, concerti, dibattiti, laboratori, incontri, visite di scolaresche, studiosi e cinefili, e quindi anche luogo di intrattenimento e valorizzazione del nostro centro storico. Una progettazione chiara e verificabile necessita risorse, ma permette di attirarne, come gli importanti finanziamenti europei sulla diffusione della cultura degli audiovisivi.Tale petizione è risultata inascoltata dalla politica di governo del PD dell’ex sindaco Paolo Lucchi e dell’ex assessore alla cultura Christian Castorri, ora vicesindaco nella Giunta del sindaco Enzo Lattuca".

Fabbri ripercorre il caso che ha coinvolto negli scorsi giorni il San Biagio: "Sta ora passando in secondo piano una vicenda – che riguarda il Centro Cinema del San Biagio - che oggi desidero narrare. In questi ultimi giorni tutti sono concentrati sulla possibile controversia legale legata alla recente asportazione/sottrazione dei proiettori digitali (del valore di 120.000 euro, acquistati nel 2013) degli ex gestori della società Cineforum Image snc (dei fratelli Fabio e Sergio Baraghini), con possibili danni causati alla pavimentazione della vecchia struttura del San Biagio di via Aldini – un ex convento - nel corso dello smontaggio di tali proiettori. I Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire, su esplicita richiesta dei gestori delle sale cinematografiche, apponendo sigilli di sicurezza all’ingresso del foyer e a prevedere l’immediata chiusura dei locali. Il Comune di Cesena sostiene che i proiettori digitali erano stati offerti all’istituzione comunale in sede di gara, che una clausola del contratto di concessione prevedeva che la società dei fratelli Baraghini – che dal lontano 1995 hanno in gestione le sale cinematografiche del San Biagio - avrebbe dovuto lasciarli al loro posto, avanzando la grave ipotesi del reato di appropriazione indebita. I fratelli Baraghini – difesi dall’avvocato di diritto amministrativo Gabriele de Bellis - rivendicano la proprietà e la legittimità dell’asportazione dei proiettori, effettuata a conclusione della gestione del servizio; affermano che il pavimento dell'ex convento era già compromesso prima dello smontaggio dei proiettori; la società Cineforum Image sostiene che la clausola è di fatto nulla, poiché ha un carattere vessatorio, ed in ogni caso i proiettori digitali in questione non sono stati inventariati dal Comune come beni di proprietà comunale, non hanno sostituito la dotazione originaria, ma sono stati aggiunti. Un aspetto fondamentale e trascurato della vicenda è il seguente. Il 28 febbraio scorso è scaduto il contratto fra Comune e Cineforum Image, sono state restituite le chiavi, è avvenuta la riconsegna dei locali e dei beni mobili. Il Comune di Cesena non si è adoperato per tempo per indire una gara di evidenza pubblica, al fine di evitare l’interruzione dell’importante servizio culturale alla città. Il contratto formalmente era scaduto a settembre 2019, prorogato in attesa dell’indizione del bando della gara di evidenza pubblica".

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Prosegue Fabbri: "Il Comune di Cesena ha deciso recentemente di effettuare una gara-ponte: un affidamento diretto e temporaneo previo avviso esplorativo di indagine di mercato con richiesta di offerta (ad una decina di operatori) per l’affidamento diretto in concessione del servizio di attività cinematografica delle due sale del Centro Cinema del San Biagio (sala Rossa e sala Verde) di via Aldini e dell’arena estiva di Palazzo Guidi di via Serraglio, per 14 mesi, da aprile 2020 a giugno 2021. L’affidamento diretto si è reso necessario poiché il Comune di Cesena non si è attivato tempestivamente per bandire la nuova gara; procedure di bando che solo ora vengono portate avanti a contratto pressochè scaduto. Che il contratto scadesse il 28 febbraio 2020 si sapeva da tempo: come mai almeno un anno prima della scadenza di tale contratto non si sono avviate le procedure per una nuova gara d’appalto aperta di evidenza pubblica? Le responsabilità politiche sono appunto evidenti, e ricadono sull’assessore Castorri. Solo verso la fine di dicembre 2019 la Giunta dell’attuale sindaco Lattuca e vicesindaco Castorri approva le linee guida per la nuova concessione del servizio di gestione dell’attività cinematografica delle sale Cinema San Biagio e dell’Arena estiva in seguito alla scadenza in data 28 febbraio 2020 dell’attuale contratto, affidato come si è detto alla società Cineforum Image snc. Si procederà all’affidamento della concessione del servizio per una durata di 5 anni e per un valore complessivo stimato di 1.080.940 euro tramite una procedura aperta che sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi del nuovo codice degli appalti".

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