Chiusura del tribunale, si alzano gli scudi contro il paradosso italiano

Si è tenuta giovedì 30 maggio a Roma, all'Ergife, la manifestazione nazionale dell'avvocatura, indetta dall'Oua (Organismo Unitario dell'avvocatura, la rappresentanza politica forense) e dedicata fra l'altro alla tematica della riforma della giustizia ed al problema della chiusura dei cosiddetti "tribunali periferici"

Si è tenuta giovedì 30 maggio a Roma, all’Ergife, la manifestazione nazionale dell’avvocatura, indetta dall’Oua (Organismo Unitario dell’avvocatura, la rappresentanza politica forense), e dedicata fra l’altro alla tematica della riforma della giustizia ed al problema della chiusura dei cosiddetti “tribunali periferici”. Oltre mille i partecipanti, tra avvocati di tutta Italia, comitati di cittadini, sindacati dei lavoratori (Flp e Cgil), sindaci e parlamentari nazionali e europei di centro, destra e sinistra.

Era presente tra loro anche l’avvocato forlivese Patrizia Graziani , come membro regionale dell’Oua e in rappresentanza dell’ordine degli avvocati di Forlì-Cesena, che ha portato in assise il caso dell’annunciata chiusura della sede distaccata del Tribunale nella città di Cesena, dell’annosa carenza degli organici e delle nuove tariffe. Nel corso dei lavori, sono intervenuti, tra gli altri, la vice presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli, il componente della Commissione Giustizia del Senato, Lucio Malan (Pdl) e la componente della Commissione Giustizia della Camera Maria Greco (Pd).

Alla fine dei lavori ecco il bilancio del presidente dell’Oua, Nicola Marino, avvicinato dalla stessa Patrizia Graziani, che fra l’altro ha dichiarato: “Una bella giornata, di protesta ma anche di proposta. È ora di dire basta ai luoghi comuni sugli avvocati, noi vogliamo la riforma della geografia giudiziaria perché la situazione attuale è oggettivamente datata, ma ciò che si sta facendo è un pasticcio: inutile, incostituzionale (20 rinvii alla Consulta non sono casuali) e che non produce risparmi. Dal 13 settembre cominciano traslochi verso il nulla, verso strutture spesso inesistenti e verso tribunali già ingolfati e caotici a scapito di realtà che invece funzionano bene e che sono esempio di efficienza. Un paradosso tutto italiano”.

Patrizia Graziani , che dopo aver  nuovamente sottolineato il caso della ipotizzata chiusura della sede di Cesena che sopporta un elevato carico di procedimenti in corso paragonabile a quello di Forlì, “cosa succederebbe se si rendesse impossibile il servizio?” , ha aggiunto, in pieno accordo con il presidente Marino , che “E’ stata valutata positivamente l’attenzione mostrata dal ministro Cancellieri a tutta la categoria ed al mondo della giustizia, la quale, pur dichiarando che la riforma va avanti, ha ammesso che necessita di correzioni. E diciamo noi: ‘radicali correzioni’. Un approccio diverso rispetto alla posizione ‘rigida’ che aveva tenuto l’ex ministro Severino nel quadro dei tagli lineari che l’ex premier Monti aveva imposto con la spending review”.
In coincidenza con questa manifestazione nazionale, in tutta Italia migliaia di avvocati che si sono astenuti dal lavoro, con un unico obiettivo: “E’ necessario un intervento urgente sui parametri correttivi dei compensi, serve il via libera al decreto correttivo. La categoria è allo stremo”.

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