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Le Charleston sul palco di Colorado

Le Charleston sul palco di Colorado

Dallo schianto in autostrada al sogno, le Charleston: "La nostra avventura a Colorado su Italia 1"

Da Cesena a Milano: un viaggio che è partito nel peggiore dei modi, con un terribile incidente in autostrada, ma che, nella miglior filosofia del “tutto è bene quel che finisce bene”, si sta rivestendo di sogno per le Charleston, la band tutta al femminile cesenate

Da Cesena a Milano: un viaggio che è partito nel peggiore dei modi, con un terribile incidente in autostrada, ma che, nella miglior filosofia del “tutto è bene quel che finisce bene”, si sta rivestendo di sogno per le Charleston, la band tutta al femminile cesenate che sta “bucando il video” su Italia 1. Colorado è un programma di comici e si guarda quindi per ridere e divertirsi. Musica, stacchetti e accompagnamenti restano quindi sul lato del palco e non al centro, ma non bisogna certo pensare che le Charleston facciano da tappezzeria nel programma. Queste cinque ragazze “tirate” alle prese con chitarre e batteria attirano l’attenzione tanto la telecamera quanto del pubblico.
 

Intanto mettono in cassetta un’esperienza televisiva di primo livello su una Tv nazionale, un’altra dopo un ruolo diverso avuto in X-Factor. L’appuntamento fisso del venerdì sera su Italia 1 a Colorado, però, non è certo frutto di casualità. Le Charleston negli anni ne hanno macinati di concerti, circa 200 dal vivo, e non temono le grandi folle, essendo state band di supporto in grandi concerti negli stadi di Ligabue. Sono nate dieci anni fa, all’epoca erano intorno ai sedici anni e il loro centro di gravità era il Vidia di San Vittore. Il salto è stato spiccato già da tempo, ma è inutile negare che la grande popolarità nasce spesso nel piccolo schermo. Le Charleston sono già a quota tre presenze nella trasmissione di Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo (la terza puntata registrata nei giorni scorsi va in onda stasera). In totale saranno 13 alla fine di quest’avventura. C’è quindi ancora tempo per sintonizzarsi il venerdì sera su Italia 1 e vedere sul lato sinistro del palco Susanna Bartolini (voce), Elena Menghi (basso). Marta Ravaldini e Simona Sansovini (chitarre) e l’ultima arrivata nella band Angelica Comandini (batteria), tutte seguite dal manager Valerio Marano.
 

E proprio dalla più piccola del gruppo, Angelica, 23 anni che ci facciamo dare l’angolatura per raccontare l’ultimo mese delle Charleston. La sua è poi una storia nella storia: è nelle Charleston da pochi mesi e si è saltata a piè pari un percorso per emergere che pure nella musica è molto faticoso, e si è subito ritrovata a Colorado (“E’ una botta di culo”, riconosce ridendo). Per lei, però, questo significa la scelta piena di incognite e sofferta in famiglia di abbandonare università e lavoro. E’ quindi passata dall’amore per la batteria e gli studi musicali ad un grande palco in pochissimo tempo nel giro di un solo anno. Un classico del “vietato toppare”.
 

Come dicevamo, il tutto è partito con un incidente in autostrada, alla fine di febbraio, mentre andavano da Cesena a Milano per la prima registrazione e delle prove tecniche. In A1, vicino a Reggio Emilia, di notte lo schianto: il pulmino nell’incidente carambola e si ribalta. Ne escono tutte rotte: Simona col naso rotto in modo importante, Angelica un trauma cranico, punti di sutura a go go per tutte. E poi strumenti danneggiati e auto da buttar via. Ma vive, quel che conta. Saltano quindi la prima registrazione e si presentano qualche giorno dopo. La paura di perdersi una grande occasione. Il maledetto imprevisto nel momento sbagliato.
 

“Invece, ci hanno dato del tempo, abbiamo suonato acciaccate, chi coi punti nel braccio, a me facevano molto male le gambe. Quando siamo arrivate ci hanno fatto trovare gli strumenti sostituiti, quelli che si erano rotti, tutto perfettamente montato. Dovevamo solo suonare. Non era dovuto, tanto più che praticamente ancora non ci conoscevano”. E qui inizia la “favola”. La racconta Angelica: “Siamo sconvolte dall’ambiente familiare che c’è dietro le quinte. Uno pensa ad un mondo frenetico milanese”. Invece non i sono star e sguatteri. “Lì siamo delle lavoratrici e veniamo trattate col medesimo rispetto dei comici, che sono le figure centrali. Ma è lo stesso per il ragazzo che accorda la chitarra e il personale che pulisce il palco dopo che il numero del comico è finito: c’è la percezione che tutti sono importanti e necessari per la buona riuscita del programma. Questo ci aiuta a viverla con concentrazione, ma senza ansia”.
 

Questo non significa che non c’è da sudare: “Siamo impegnate tre giorni alla settimana, ma quando si prova si finisce anche all’una o le due di notte”. Effetti della notorietà in video se ne vedono? “Il rapporto diretto più intenso è col pubblico in sala, 200-300 persone. Queste persone rimangono sorprese dal nostro impatto, ci chiedono foto e ci fanno complimenti. Magari questo non arriva in tv perché comunque lo spettacolo è dei comici, ma noi siamo sempre in scena e la regia e la telecamera quando suoniamo valorizzano certi passaggi, gli assoli. Non siamo semplicemente uno sfondo. Poi crescono i ‘mi piace’ su Facebook, abbiamo un grande riscontro positivo, che a volte ci lascia spaesate e imbarazzate”.
 

E una volta tornate a Cesena? “Quando torniamo cerchiamo di riprenderci dalle fatiche. Chi si riguarda la puntata con la famiglia, chi sta coi morosi o gli amici più stretti. E poi, appena possibile sempre in sala prova per provare e riprovare, perché tornate a Colorado bisogna essere pronte. Quindi niente discoteca o feste!”.

(Foto tratta da FB "Le Charleston")

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