Cgil: "Strutture più fragili ed esposte", osservate speciali le case di riposo

"Abbiamo visto sul territorio nazionale che le strutture per anziani (Rsa, Cra, Case Famiglia) diventano spesso dei focolai di infezione"

Arturo Zani, segretario generale Spi Cgil  Cesena, invita le istituzioni preposte ad "occuparsi in particolare delle strutture per anziani, che sono i più fragili di fronte al virus".

"E’ chiaro a tutti che il Covid 19 colpisce prevalentemente i più anziani e, fra questi, in particolare. coloro che hanno altre fragilità e patologie. Abbiamo visto sul territorio nazionale che le strutture per anziani (Rsa, Cra, Case Famiglia) diventano spesso dei focolai di infezione e dei luoghi dove il virus infetta operatori ed anziani e, una volta entrato, può provocare il decesso di molti anziani ospiti. E’ quasi sempre il personale a portare inconsapevolmente dentro le strutture il coronavirus, poiché gli ospiti non escono dalle stesse dove sono ricoverati o accuditi. Questa realtà è presente anche in Emilia Romagna, in diversa intensità da provincia a provincia".

"Questi i dati  sulle strutture per anziani degli ammalati di coronavirus a ieri, non ufficiali e sicuramente sottostimati: Piacenza 83, Parma 18, Modena 73, Bologna 38, Forlì 72, Rimini 53, Ferrara 3; non sono emersi dati dalla provincia di Ravenna. Anche nel nostro territorio (comprensorio cesenate) ne risultano 13 in una singola struttura (la casa di riposo Maria Fantini). I giorni scorsi sembrava ce ne fosse un’altra colpita, nel Rubicone, ma fortunatamente l’esito dei tamponi ha dato responso negativo. Questi sono i numeri dei contagi che siamo riusciti a raccogliere con le nostre strutture territoriali dello SPI, dei soli anziani colpiti; fra questi si contano circa 40 morti. Inoltre si devono aggiungere altre decine di operatori che hanno contratto la malattia".

"Una situazione che in ogni momento può diventare esplosiva così come lo è già in alcune realtà di questa regione. Questi dati si riferiscono alle sole strutture pubbliche e a quelle accreditate e convenzionate col pubblico. Ci sono poi strutture totalmente private sulle quali non filtrano informazioni, sulle quali non sappiamo nulla. E ancora, ci sono le Case Famiglia, microstrutture nelle quali possono essere ospitati al massimo 6 ospiti autosufficienti o semiautosufficienti. Realtà che si sono diffuse in alcune province, ad esempio nel Ravennate. A Cesena sono meno. Anche di queste non sappiamo nulla. Per questo abbiamo chiesto alle istituzioni di fare una verifica accurata e di richiedere a tutte le strutture del territorio i dati precisi e le condizioni nelle quali stanno operando e poi di condividerle. Dopo gli ospedali queste strutture sono quelle più fragili ed esposte, per questo meritano la massima attenzione. Ad oggi sappiamo che gli operatori, particolarmente quelli delle cooperative che gestiscono in appalto le strutture, lavorano in una condizione di difficoltà per l’insufficienza dei dispositivi di protezione individuale. Se vogliamo che i nostri anziani non siano infettati è assolutamente necessario che quei dispositivi siano garantiti in modo idoneo e continuo. Anche per questo invitiamo i sindaci del nostro territorio che in questi giorni stanno distribuendo gratuitamente ai loro cittadini le mascherine che gli vengono donate, di occuparsi prima di tutto di queste strutture e di indirizzare lì, in modo prioritario, quei materiali".

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