Assessore alla sanità e medico in libera professione, Cgil-Cisl-Uil: "Inopportuno"

I sindacati confederali del pubblico impiego intervengono sulla vicenda che vede coinvolto l'assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti, riguardo alla libera professione, e "auspicano che ogni eventuale addebito venga rapidamente chiarito"

I sindacati confederali del pubblico impiego intervengono sulla vicenda che vede coinvolto l'assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti, riguardo alla libera professione, e “auspicano che ogni eventuale addebito venga rapidamente chiarito nell'interesse dell'immagine e del corretto funzionamento del nostro servizio sanitario regionale”'. Il caso riguarda l’attività libero professionale che l’assessore Lusenti tiene in una clinica privata di Cesena.

Il caso, sollevato dal PdL, riguarda aspetti legali, ma anche aspetti di opportunità, dal momento che nel ruolo di assessore Lusenti è “controllore” della sanità privata regionale e contemporaneamente “controllato” nella sua attività libero-professionale. Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Flp ritengono ''quantomeno inopportuno che l'assessore, visto il delicato ruolo che riveste, abbia ritenuto di svolgere l'attività di libero professionista in una clinica privata parallelamente a quella politico-istituzionale''.

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E ancora: In tema di libera professione 'intramuraria allargata', Cgil, Cisl e Uil ''si battono per il superamento di un dispositivo ambiguo e suscettibile talvolta di veri e propri abusi viziati da interessi e logiche corporative, che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia del principio di universalità del Servizio sanitario regionale e di servizio pubblico. A distanza di 14 anni dalla Riforma Bindi, anche nella nostra Regione si registrano incomprensibili scelte, per questo - aggiungono i sindacati - riteniamo che si debba invertire una rotta che da un lato ha mascherato forme surrettizie di extra-muraria, dall'altro si è consentito alle varie aziende sanitarie di non affrontare in modo deciso il tema degli spazi da adibire all'attività libero-professionale, per contrastare con determinazione il fenomeno dell'allungamento delle liste d'attesa”.

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