Cgil, Cisl e Uil: “Doverosa la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali"

"Come organizzazioni sindacali del commercio dell’Emilia-Romagna abbiamo già lanciato un appello a questo proposito oltre una settimana fa"

"In questi giorni stiamo entrando in una fase decisiva per la lotta alla diffusione del Covid-19.  È necessario continuare ad agire con grande responsabilità nel pieno rispetto delle norme emanate dai decreti del governo e dalle ordinanze della regione.  Limitare gli spostamenti alle sole primarie necessità, rispettare in tutti i luoghi di lavoro le norme e i protocolli di sicurezza. In una fase delicata e cruciale come questa, non comprendiamo il fatto che non si sia ancora intervenuti per predisporre la chiusura la domenica di tutti gli esercizi commerciali, compresa la vendita dei generi alimentari". E' l'appello unitario di Cgil, Cisl e Uil.

"Come organizzazioni sindacali del commercio dell’Emilia-Romagna abbiamo già lanciato un appello a questo proposito oltre una settimana fa e nella giornata di ieri abbiamo chiesto alla Regione di intervenire con un’ordinanza. Lo stesso è stato fatto dalle nostre Segreterie Nazionali, invitando le aziende alla chiusura domenicale e chiedendo al presidente del Consiglio di disporlo tramite decreto. Ci sono importanti aziende che hanno accolto il nostro invito e scelto di chiudere le prossime domeniche (22 e 29 marzo), ma ce ne sono altre intenzionate a non mettere in atto nessuna limitazione".

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"È necessaria una indicazione univoca - chiariscono i sindacati - un intervento da parte del Governo e della Regione Emilia Romagna garantirebbe un minimo, ma necessario, riposo agli addetti di settore. Permetterebbe di limitare ulteriormente gli spostamenti di persone nelle giornate indicate, con maggior beneficio della collettività e senza alcuna preclusione della fornitura di beni di prima necessità (come i generi alimentari) garantita con le aperture nelle restanti giornate. La salute è prioritaria e va messa davanti a tutto. Chi adesso non agisce in questa direzione, agisce irresponsabilmente. Auspichiamo un intervento risolutivo, in caso contrario valuteremo eventuali iniziative nei confronti di chi, ancora oggi, mette il profitto davanti alla salute".

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