Cesenatico, lotta all'evasione: licenza sospesa per chi non verserà la Tari

Il sindaco Gozzoli: “Uno strumento per garantire equità e giustizia ai nostri imprenditori, serve fermezza per chi non rispetta la nostra comunità"

In tema di Tari (Tassa Rifiuti) l’amministrazione comunale di Cesenatico ha deciso di adottare nuove misure per contrastare l’evasione fiscale relativamente al pagamento della tassa rifiuti da parte delle attività economiche. Venerdì mattina il sndaco Matteo Gozzoli e l'assessore con delega alle entrate tributarie Emanuela Pedulli hanno incontrato le associazioni di categoria insieme a dirigenti e tecnici per rappresentare le misure che saranno discusse durante il prossimo consiglio comunale del 28 marzo. La Giunta proporrà al Consiglio comunale la modifica al vigente regolamento di Nettezza Urbana facendo in modo che il corretto smaltimento dei rifiuti e il pagamento della Tari costituisca prescrizione di pubblico interesse ai sensi dell’art. n.9 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

In sostanza le attività economiche che non corrisponderanno la Tari, vedranno l’avvio di un procedimento a più fasi che, in caso di totale inadempienza da parte del contribuente potrà tradursi nella sospensione della licenza commerciale fino ad un massimo di 3 mesi, come previsto dalla legge.

Alla tradizionale attività di accertamento e di recupero degli insoluti si affiancheranno nuovi strumenti più efficaci ai fini della riscossione del tributo. L’Ufficio Tributi dopo aver effettuato gli accertamenti del caso comunicherà gli esiti all’Ufficio Attività Produttive (SUAP) che comunicherà l’avvio del procedimento agli interessati dando a questi 30 giorni per regolarizzarsi; trascorsi i 30 giorni, in assenza di esiti positivi, si procederà con le sanzioni pecuniarie e con l’avvio del procedimento di sospensione della licenza. “Si tratta – spiega l’assessore ai tributi Emanuela Pedulli – di una misura finalizzata a garantire più equità alle nostre imprese. Il meccanismo di pagamento della Tari, infatti, determina che chi non corrisponde la Tari fa ricadere quel disavanzo sugli altri contribuenti e inoltre rende necessaria la costituzione di un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità che comporta un aumento delle tariffe di tutti gli imprenditori che invece versano la Tari”. Nonostante il prezioso lavoro di aggiornamento delle banche dati dei contribuenti Tari che sta proseguendo dal 1° gennaio 2017 e, nonostante la forte attività di accertamento da parte del Servizio Tributi, il numero di insoluti sulle utenze commerciali presenta dati elevati pari al 65% di tutti gli insoluti. A livello comunale gli insoluti Tari sono al 13,23% e sono pochi gli strumenti che l’amministrazione ha potuto utilizzare fino ad oggi.

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“Con questa modifica - commenta il sindaco Gozzoli - non vogliamo vessare le imprese ma vogliamo maggiore equità e giustizia. Non è più possibile pensare che qualcuno pensi di fare il furbo sapendo che nel breve-medio termine non avrà conseguenze. In periodi come questi non pagare un tributo e riversarlo sugli altri contribuenti ritengo sia insopportabile. Visti i dati abbiamo ritenuto di mettere in campo questa nuova misura per mettere un freno soprattutto ai grandi evasori. Con le imprese in difficoltà per motivi di disagio economico, bisognose di più tempo e maggiori rateizzazioni, avremo un comportamento collaborativo, con chi invece non rispetta la nostra comunità dovremo avere la maggiore fermezza possibile proprio per tutelare il nostro tessuto economico.” 

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