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Cesenatico, al via i lavori di dragaggio del tratto interno del porto canale

Si tratta di un progetto studiato a tavolino da Comune, Capitaneria di Porto e Arpae, e mirato ad individuare la migliore soluzione possibile per impiegare al meglio le poche risorse disponibili messe a disposizione dalla Regione

Hanno preso finalmente il via, dopo l’ennesima riunione tecnica e vari rinvii, i lavori di dragaggio del tratto interno del porto canale, in corso ormai da dieci giorni, e previsti ancora per tutta la settimana. Si tratta di un progetto studiato a tavolino da Comune, Capitaneria di Porto e Arpae, e mirato ad individuare la migliore soluzione possibile per impiegare al meglio le poche risorse disponibili messe a disposizione dalla Regione, ripristinando comunque le necessarie condizioni di sicurezza della navigazione in porto. 

In via preventiva si è reso necessario effettuare un rilevamento puntuale delle profondità in tutto l’ambito portuale, operazione che se da un lato ha comportato dei ritardi rispetto al cronoprogramma iniziale, dall’altro ha consentito di ottimizzare l’intervento, mettendo in evidenza le aree più critiche sulle quali intervenire con priorità, e confermando in ciò le indicazioni a suo tempo già fornite dalla Capitaneria di Porto. Così, tenendo conto anche delle varie segnalazioni fatte dai pescatori e dai marittimi locali, l’intervento è stato concentrato alla sezione destinata all’ormeggio ed alla navigazione delle barche con maggiore pescaggio: l’area antistante il mercato ittico, fino all’altezza di Piazza Ciceruacchio. 

I vari appelli dell’Ufficio Circondariale Marittimo, quindi, sono stati accolti dall’amministrazione comunale che, con l’assessore alla Pesca Mauro Bernieri, dopo aver recuperato alcuni fondi regionali derivanti da precedenti stanziamenti, ha incaricato una squadra di tecnici che è riuscita a definire un progetto mirato per la rimozione dei banchi di sabbia pericolosi per la navigazione. I lavori dovranno consentire di asportare circa 2.000 metri cubi di sedimenti, con un mezzo escavatore che opera da terra e carica il materiale direttamente su degli autocarri con cassoni a tenuta stagna. Tale organizzazione ha consentito anche di ridurre al minimo i disagi per gli operatori portuali, escludendo la necessità di interdire permanentemente il canale portuale per via della presenza di una motodraga in movimentazione. 

"Si tratta di un intervento – afferma il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Stefano Luciani – fondamentale per la sicurezza della navigazione, che non basta, da solo, a ripristinare i valori di fondale originari del porto di Cesenatico, ma che insieme all’altro intervento all’ingresso del porto, pure richiesto dalla Capitaneria, e rientrante nell’ambito del progetto di ripascimento della fascia costiera della Regione Emilia Romagna, consentirà di ridare un po’ di respiro alle imbarcazioni, andando ad agire chirurgicamente sui banchi di sabbia accumulatisi nel tempo. Determinante, per la risoluzione della vicenda, si è rivelato l’apporto di Arpae, che con la Struttura Oceanografica Daphne, si è resa disponibile a più riprese sia per l’effettuazione di campionamenti dei sedimenti, sia per l’individuazione del corretto iter da seguire per il recupero delle sabbie dragate".

"Al termine dei lavori, sulla base delle profondità ottenute e verificate, verrà ripristinato il normale assetto di ormeggi in porto, ponendo così fine alle varie limitazioni per la navigazione che, nel tempo, si erano rese necessarie. L’operazione, tuttavia, primo significativo intervento di manutenzione dei fondali dopo diversi anni, non deve restare un momento isolato, ma necessita, per il futuro, di una programmazione più efficace, che con dragaggi periodici, e magari per maggiori quantitativi, consenta una migliore gestione di tutti gli spazi portuali, ivi compresi quelli adiacenti le Porte Vinciane (per i quali l’insabbiamento rappresenta anche un possibile ostacolo per la corretta movimentazione delle Porte stesse). 

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