Fatture false per oltre un milione di euro: coppia di coniugi nella rete della Guardia di Finanza

I finanzieri della Tenenza di Cesenatico hanno rilevato l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di oltre un milione di euro ed Iva per 250mila euro

Al termine di controlli fiscali effettuati nei confronti di due ditte di San Mauro Pascoli nel settore delle confezioni di pelletteria, i finanzieri della Tenenza di Cesenatico hanno rilevato l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di oltre un milione di euro ed Iva per 250mila euro. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, i titolari, una coppia di coniugi, "avevano elaborato un sistema di frode": secondo quanto appurato, gli imprenditori avrebbero acquisito lavori di confezione di pelletteria per rilevanti importi a prezzi concorrenziali sul mercato, senza versare le imposte in quanto annotavano in contabilità fatture per operazioni inesistenti ricevute da altre imprese inesistenti cartolarmente riconducibili a soggetti di fatto irreperibili.

Semplice anche il sistema per neutralizzare gli utili: si sarebbe fatto ricorso a documentazione “emessa” da società facenti capo a titolari irreperibili, e con sede - solo cartolare - in Lombardia (due in provincia di Milano) ed in Toscana (una in provincia di Firenze), autoprodotte dallo stesso imprenditore di Cesenatico. In ragione degli importi evasi, l’attività di polizia amministrativa consentiva – in prima battuta - di denunciare i due coniugi. La conseguente attività d’indagine disposta dal sostituto procuratore Fabio Magnolo, ha portato al recupero del provento della frode col sequestro delle disponibilità dei due indagati per un valore di oltre 482mila euro (pari all’Irpef ed all’IVA evasa) richiesto e concesso dal giudice Monica Galassi. In esecuzione di tale decreto le Fiamme Gialle, nella scorsa settimana, hanno sequestrato due veicoli (valutati complessivamente per oltre 15mila euro), i saldi attivi sui conti correnti nella disponibilità degli indagati.

Un particolare non è sfuggito ai finanzieri: qualche giorno prima dell’emissione del provvedimento magistratuale l’indagato avrebbe cercato di mettere in atto una cessione di una delle auto secondo gli investigatori al solo fine di evitare che lo stesso potesse essere sequestrato; per tale motivo è stato anche deferito all’A.G. per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte." Il collaudato sistema di frode, oltre a causare un notevole danno alle casse erariali, è risultato essere una fonte di distorsione del mercato in quanto, l’omesso versamento delle imposte e dei contributi, ha consentito di praticare prezzi altamente concorrenziali oltre che l’arricchimento dei soggetti promotori", spiegano fonti investigative.

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