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Cesenatico, cura dei gatti randagi. Baiardi: "Il mio non era un attacco, ma un appello"

Mariangela Baiardi di Protezione Animali Ambiente replica così all’assessore Valentina Montalti e agli amministratori cesenaticensi.

"Peccato che l’amministrazione comunale di Cesenatico abbia valutato come un attacco ingiusto quello che, in realtà, era un appello a fugare le legittime preoccupazioni non solo dell’Associazione da me guidata, ma soprattutto di tanti volontari che spendono tempo e risorse per la cura degli animali abbandonati”. Mariangela Baiardi di Protezione Animali Ambiente replica così all’assessore Valentina Montalti e agli amministratori cesenaticensi.

Prosegue Bardi: "Abbiamo infatti parlato di una svista, riconoscendo che la Giunta di Cesenatico si è responsabilmente attivata per dare continuità al servizio. Resta tuttavia da capire per quali motivi il testo del bando per l’incarico rechi esclusivamente le voci “censimento, con trasmissione dati a questo Ente ed al servizio veterinario dell’Ausl; cura e contenimento della popolazione felina randagia; recupero e cura dei gatti incidentati sul territorio comunale di Cesenatico; contrasto al fenomeno dell'abbandono degli animali d'affezione”, mentre quello dell’anno passato, almeno da quanto emerge da un comunicato diffuso nel gennaio 2017, prevedeva esplicitamente l’alimentazione delle colonie feline".

"L’amministrazione comunale puntualizza che l’alimentazione è compresa in via continuativa e a pieno titolo tra le attività richieste, un particolare non irrilevante per le volontarie, ma è anche evidente che gli interrogativi sollevati sono più che legittimati da una dicitura così generica del documento dove può starci tutto e il suo contrario - conclude Bardi -. La Giunta ha comunque chiarito pubblicamente che l’alimentazione è compresa e così deve essere. Rimane quindi il compito di verificare e controllare, sia da parte dell’amministrazione che della rete di volontariato, che il vincitore del bando svolga effettivamente tutti i servizi richiesti nel miglior modo possibile e non faccia mancare alle colonie e alle volontarie le risorse necessarie, e tra queste il cibo, per la sopravvivenza quotidiana degli animali”. 

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