Ucciso dopo la rapina in villa, la mamma: "Mi diceva che voleva tornare". La moglie è sotto scorta

“Luca era un ragazzo esplosivo, pieno di vita – ricorda la mamma Patrizia Paganelli, maestra stimatissima a Cesena - era bravo e in ogni cosa che faceva ci metteva l’anima, la passione"

Foto Facebook

Sbigottiti dalla crudele esecuzione, straziati dalla perdita di un amico dal cuore grande, da un entusiasta per natura, gli amici di Luca Andreoli, il cesenate di 39 anni freddato da due rapinatori nella villa a Medellin dove viveva con la moglie da qualche tempo, non possono che piangere la sua scomparsa e attendere l’arrivo della salma per accompagnarlo nell’ultimo saluto.

La tragedia a Medellin

A non capacitarsi di quanto accaduto è la moglie, Johanna, in stato di shock e sotto scorta perché in quella notte da incubo in cui ha perso il marito ed è stata ferita, lei i due killer li ha visti in faccia ed ora è sotto scorta. Dalle prime ricostruzioni sembra che i due si siano introdotti nel giardino della villa, abbiano ucciso il rottweiler che faceva la guardia alla giovane coppia e abbiano aspettato che Luca, il padrone di casa, nonché direttore della raffineria d’oro a 5 minuti di distanza, sentendo dei rumori, uscisse di casa. E infatti, così è stato. Appena si è accorto di quanto era accaduto al suo cane, Luca ha capito che in giardino erano entrati dei malintenzionati pronti a colpire e il suo primo pensiero è stato di mettere in salvo e avvertire la moglie che stava dormendo al piano superiore. Ma non è riuscito nemmeno a fare l’ultimo gradino delle scale perché uno dei due rapinatori l’ha seguito e gli ha sparato da dietro e colpendolo alla nuca. I due banditi sono saliti al piano superiore e, sempre dalla ricostruzione effettuata dalla moglie di Luca, avrebbero avuto una colluttazione con lei per capire dove fosse custodito l’oro. Oro che in realtà non c’era, anche perché la raffineria è a due passi da casa e non ci sarebbe stato nessun motivo di nasconderlo in una cassaforte. Quando hanno capito che non c’era nulla da prendere hanno rubato il cellulare a Luca e hanno picchiato col calcio della pistola la donna, poi sono scappati.

I ricordi: "Persona sempre positiva e sensibile"

“Luca era un ragazzo esplosivo, pieno di vita – ricorda la mamma Patrizia Paganelli, maestra stimatissima a Cesena, lacerata da un dolore così  immenso che è impossibile spiegare con la finitezza delle parole – Era bravo e in ogni cosa che faceva ci metteva l’anima, la passione. Dopo il liceo scientifico aveva iniziato Economia e Marketing a Rimini ma non gli piaceva, poi era passato a Scienze dell’alimentazione, ma anche quella gli stava stretta. Allora ci chiese di poter andare a studiare in Australia e così fece. Dopo la laurea in Economia Management a Sidney ha iniziato a lavorare a Buenos Aires per commerciare vini. Ed è stato lì che ha conosciuto delle persone che lavoravano nel campo dei metalli preziosi e avevano bisogno di un ragazzo sveglio e professionale. Gli hanno affidato un lavoro in questo settore a Bogotà e si è iniziato a far conoscere nell’ambiente. Poi il suo attuale capo, un belga, l’ha voluto con lui e gli ha affidato un incarico molto importante. Praticamente aveva aperto una raffineria di oro vicino a Medellin e Luca ha seguito passo a passo la sua costruzione, diventandone il direttore. Io non ci sono mai stata in raffineria ma la conosco a perfezione perché Luca mi telefonava ogni giorno e mi faceva vedere cosa faceva, mi teneva informata su tutto, mi coinvolgeva nei suoi lavori. Era molto impegnato in ufficio ma anche col personale. Era davvero bravo, lavorava anche 12 ore al giorno e si stava togliendo molte soddisfazioni sia economiche che professionali. Poi è arrivato anche l’amore. Ha conosciuto Johanna, una ragazza splendida, e si sono voluti subito sposare. Si sono sposati qui a Cesena e si amavano davvero moltissimo. Ma lui mi diceva sempre che, prima o poi, voleva tornare. Gli mancavamo molto sia noi che gli amici. Per il 28 settembre, in occasione del compleanno di Johanna, avevano prenotato un viaggio in un’isola. Era felicissimo, e per non farmi preoccupare visto che anche lì c’è molta allerta covid, mi aveva spiegato che avevano prenotato una spiaggia privata. Era sempre attento, onesto, generoso. Un ottimo cuoco che aveva sempre un posto a tavola per un amico. Tutti valori che in famiglia, a lui come a suo fratello, abbiamo trasmesso fin da quando erano piccoli. Un lavoro di costruzione realizzato giorno per giorno, un’opera d’amore e di sacrifici, come del resto cercano di fare tutti i genitori che amano i loro figli. Poi una notte arrivano due balordi e spezzano tutto, mandano all’aria un progetto di vita. Io non riesco a capacitarmi di questo, mi sembra troppo crudele, assurdo”.

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Questa sera per Luca verrà effettuata una preghiera alle 20 alla parrocchia di San Carlo mentre alle 20.30 Don Giovanni terrà una messa in suo ricordo. Per il funerale, che si terrà a San Vittore, bisogna attendere l’arrivo delle ceneri di Luca.

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