Sulpl al Comune "Qualcuno pagherà caro, diteci voi chi?

Il Sindaco ha firmato la ri-assegnazione dell'arma di servizio all'Agente Giampiero Rondini ottemperando a quanto sancito dal TAR Emilia-Romagna. Ora si passa alla quantificazione del danno subito

"Giovedì - si legge in una nota del Sulpl - il Sindaco ha firmato la ri-assegnazione dell’arma di servizio all’Agente Giampiero Rondini ottemperando a quanto sancito dal TAR Emilia-Romagna ed un delegato del Comandate, nonostante fosse presente, gli ha materialmente consegnato l’arma. 
La sentenza ha inoltre annullato l’atto di spostamento al nucleo informatori, ma né questa parte (ricollocamento al suo nucleo d’origine, motomontati e grandi eventi) né tanto meno il pagamento delle spese legali stabilite dal T.A.R., sono stati ottemperati dall’Amministrazione".

"Il Comune di Cesena - si legge - su istruttoria del Comandante della Polizia Municipale Ernesto Grippo, nel settembre 2011 privò dell’arma l’agente scelto Rondini Giampiero, oggi divenuto Assistente, trasferendolo di conseguenza nel nucleo informatori a svolgere accertamenti anagrafici. Il TAR della regione Emilia-Romagna ha annullato l’atto per eccesso di potere. La sentenza sottolinea inoltre il fatto che l’unico elemento di cui il Comune di Cesena ha tenuto conto nel revocare l’arma al dipendente, sia anteriore alla immissione in servizio quale agente di Polizia Municipale, chiaramente evidenziando che se tale elemento fosse stato così grave, non avrebbe neanche permesso al dipendente di cui in oggetto fare domanda e partecipare al concorso per operatore di polizia municipale".

"Al nostro dirigente Giampiero Rondini - sottolineano - ora spetta il diritto di adire al giudice competente per la quantificazione del danno subito, definito dallo stesso Tribunale Amministrativo Regionale, in maniera rilevante, non solo per non aver potuto in assenza dell’assegnazione dell’arma, svolgere determinati servizi rilevanti, ma per il solo fatto che l’amministrazione comunale nell’esercizio di un suo potere, ha leso  un suo diritto in modo rilevante meritevole di tutela".

"Il risarcimento in seguito ad una sentenza così precisa e puntuale è un “atto dovuto” e si ipotizza che costerà caro all’amministrazione comunale. Questo sindacato chiede sin d’ora che quanto verrà risarcito sia messo in conto al responsabile dell’istruttoria  e non alla collettività. Il Sindacato Sulpl chiede pubblicamente all’Amministrazione Cesenate di riferire chi pagherà queste somme".
 

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