Una studentessa del liceo “Righi” vince una borsa di studio per passare un anno in America

Sveva è stata scelta in base all'esito del colloquio di selezione, per le motivazioni e la predisposizione che ha mostrato verso l'esperienza, l'accuratezza, la puntualità della compilazione del dossier

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Anche quest'anno WEP, organizzazione internazionale che promuove scambi culturali e linguistici nel mondo, offre agli studenti più brillanti e meritevoli una borsa di studio per il programma scolastico all'estero. Il contributo, del valore di 1.000 euro, è pensato per premiarli del lavoro svolto durante l'anno e per agevolarli nell'accesso ai programmi scolastici.

Sveva Riccardi, studentessa modello del Liceo Scientifico "Righi" di Cesena, ha vinto una delle borse di studio messe a disposizione, contributo che sfrutterà per trascorrere un anno negli States con il programma High School Exchange.

Sveva è stata scelta in base all'esito del colloquio di selezione, per le motivazioni e la predisposizione che ha mostrato verso l'esperienza, l'accuratezza, la puntualità della compilazione del dossier di partecipazione e la competenza linguistica. La borsa di studio vuole infatti premiare gli studenti migliori, riducendo per loro il costo del programma.

Come lei, ogni anno oltre 1000 ragazzi vivono l'esperienza dello scambio culturale. Con l'anno all'estero gli studenti hanno l'opportunità di migliorare la conoscenza di una lingua straniera e di vivere per un anno, un semestre o un trimestre all'estero, a stretto contatto con una cultura diversa dalla loro. Per tutta la durata del soggiorno, infatti, i ragazzi vengono ospitati da una famiglia e seguono i corsi in una scuola locale. I programmi High School diventano l'occasione perfetta per conoscere gli usi, i costumi e le abitudini di un paese diverso dal proprio. Fare un periodo all'estero per i ragazzi è una vera e propria sfida che richiede adattamento e rispetto per il paese ospitante, e che permette una crescita a 360°: personale, linguistica e culturale.

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