Cesena quasi tutta "slot free", una rivoluzione: spente quasi tutte le VLT, problemi per il Bingo

In base alle prime proiezioni dei 99 locali di questo tipo attualmente attivi a Cesena ben 91 (in gran parte sono bar e tabaccherie) ricadono nelle aree slot free.

Dalle parole ai fatti: via le slot dalle zone vicine a luoghi cosiddetti sensibili (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sociosanitarie, oratori e luoghi di aggregazione giovanili). I bar, le tabaccherie o le sale scommesse che si trovano a 500 metri da questi luoghi avranno tempo sei mesi per dismettere l'attività di gioco d'azzardo (slot e vlt) oppure formalizzare l'intenzione di trasferirsi in una zona non considerata "slot free". Si tratta di una vera rivoluzione, anche per molti esercizi che hanno già in funzione macchine per il gioco d'azzardo.

Cesena è una delle prime città a livello regionale ad aver terminato la mappatura della città come viene definito dalla delibera della Regione (approvata lo scorso giugno) che detta le regole per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico. "Abbiamo individuato intorno ai luoghi sensibili l'area di rispetto di 500 metri indicata dalla Regione - ha spiegato l'assessore alle attività produttive Orazio Moretti - non solo per impedirvi l'insediamento di nuove attività riconducibili all'ambito del gioco d'azzardo, ma anche per verificare la presenza di sale da gioco, sale scommesse, videolottery o comunque locali (bar e tabaccherie) che al loro interno ospitano slot machine, così da promuoverne il trasloco a distanza di sicurezza".

Obbligo di spegnere le videolottery e slot

In base alle prime proiezioni dei 99 locali di questo tipo attualmente attivi a Cesena (con autorizzazioni date dalla Questura per le videolottery) ben 91 (in gran parte sono bar e tabaccherie) ricadono nelle aree slot free. Significa che questi 91 dovranno entro sei mesi dismettere l'attività, o se la vogliono continuare, pensare a un trasferimento. Altrimenti il Comune adotterà provvedimenti di chiusura forzata. Gli esercenti che vorranno trasferire la propria attività in zone non soggette a divieti dovranno formalizzare l'intendimento presentando una domanda del permesso di costruire o un'istanza di avvio attività entro sei mesi dall'approvazione della mappatura (verrà approvata il 15 dicembre), e in questi casi verrà concessa una proroga fino a un massimo di ulteriori sei mesi rispetto al termine per l'adozione del provvedimento di chiusura. "E' una buonissima legge quella della Regione - ha affermato il sindaco Paolo Lucchi - finalizzata a contrastare una piaga sociale che la gente non sopporta più. Noi cerchiamo di limitare i danni, e cercare di rendere la vita più difficile a chi vuole sperperare i soldi della propria famiglia giocando d'azzardo". 

Problemi anche per il bingo dell'Ippodromo

Il Comune, mettendo mano alla mappatura, ha dovuto affrontare il problema dell'Ippodromo del Savio. Visto che è un luogo sportivo, secondo la normativa, non potrebbe stare né all'interno né vicino una sala scommesse. Ma in questo caso si può immaginare un Ippodromo senza sala scommesse? Quindi il sindaco Lucchi ha inviato una lettera ai consiglieri regionali eletti nel collegio di Forlì-Cesena con la quale chiede loro di attivarsi affinché a Cesena come negli altri impianti ippici della Regione la sala scommesse possa essere oggetto di deroga rispetto al divieto introdotto dalla delibera. Diverso il discorso per il Bingo dell'Ippodromo, unica sala di Bingo a Cesena. Secondo la Delibera si dovrà spostare fuori dalla zona sensibile. Ovvero l'unica possibilità per continuare a esistere è che chiuda la struttura di 1000 metri quadrati pensata e ideata per quell'attività lì e venga realizzita da un'altra parte. 40 dipendenti dovranno spostarsi con notevole ricadute economiche. 

Una delibera, questa, che farà molto discutere. Soprattutto perché per molti bar o tabaccherie quelle slot, dopo la crisi, erano diventate un'entrata importante e, davanti a una legge nazionale che permette di tenerle e una Questura che le autorizza, diventa più complicato doverci rinunciare o, se non si vuole rinunciare, dover spostare addirittura il locale con le conseguenze economiche prevedibili. Dall'altra parte, come sostengono sindaco e assessori (Simona Benedetti ai servizi sociali e Orazio Moretti alle attività produttive) questo è l'unico strumento in loro possesso per limitare una patologia grave come la ludopatia.  

La mappa

Le aree colorate di rosa sono quelle "slot free", a 500 metri di raggio dai luoghi sensibili:

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