Al via il progetto dell’Unità di strada: sostegno ai clochard e controlli del territorio

Il progetto è stato illustrato dall’assessore Benedetti sabatp mattina, nel corso dell’edizione di Carta Bianca dedicata alle povertà intitolata “Più poveri, meno soli”

Un momento dell'incontro di sabato mattina

Nella Cesena dei tempi della crisi, dove ci sono circa 1500 famiglie seguite dai Servizi sociali o dalle associazioni e si contano oltre 8mila disoccupati, sta aumentando in modo evidente la presenza, nelle strade, nelle piazze, nelle strutture di vario tipo aperte al pubblico, di persone che manifestano gravi problemi di disagio e difficoltà di integrazione sociale: senzatetto, mendicanti, venditori abusivi, persone con problemi di dipendenza. Secondo le stime, sono poco meno di una cinquantina i senza fissa dimora che vivono a Cesena, mentre il Centro di accoglienza notturna solo quest’anno ha già accolto 150 persone.

“E’ un fenomeno relativamente recente – sottolineano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti – ma ormai significativo, e riteniamo sia indispensabile, per senso di civiltà e rispetto, ma anche per tutelare la sicurezza e la vivibilità, analizzarlo e contrastarlo. Nel corso degli ultimi anni, infatti, in città si è notato un incremento, sempre più percepito e segnalato dai cittadini, della presenza di persone che evidenziano il loro disagio personale e sociale occupando e trasformando spazi pubblici in luogo di ricovero, o anche chiedendo aiuto con varie forme che incidono nella normale convivenza. C’è chi fa la questua, anche in modo insistente, chi tenta di vendere piccoli oggetti, chi staziona fuori dai supermercati e chiede le monete utilizzate per i carrelli. Molte di queste situazioni alimentano nella cittadinanza la percezione di non poter liberamente fruire degli spazi".

"Per l’Amministrazione comunale - aggiungono Lucchi e Benedetti - è importante attivare interventi che impediscano la riduzione della qualità della vita delle persone e della città; per questo abbiamo deciso di intervenire per conoscere meglio il fenomeno, individuarne e contrastare la parte illegale, con l’obiettivo di definire due specifiche linee di intervento: quella di contrasto al disagio e quella di lotta all’illegalità. Riteniamo, infatti, che occorrano interventi diversificati, in particolare da parte dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, al fine di creare  maggiore sicurezza (soprattutto percepita) e sostenere chi versa in situazione di gravissima marginalità, nell’ottica di prevenire situazioni di degrado”.

Per affrontare queste situazioni, l’amministrazione insieme alle associazioni del tavolo povertà, ha convenuto di lavorare su alcuni progetti che si attiveranno già dalle prossime settimane. Fra essi, la creazione di un centro diurno per le persone senza fissa dimora, per evitare, in particolare quando fa molto freddo, che sostino a lungo in luoghi impropri, destinati ad altro, come le biblioteche o i centri commerciali, e un eventuale ampliamento dei posti (ora sono 24) del centro comunale di accoglienza notturna. Ma, soprattutto, è stato messo a punto un progetto di ‘unità di strada’, con il compito di sostenere chi vive all’aperto ma anche di presidiare il territorio quando emergono problemi di sicurezza.

Il progetto è stato illustrato dall’assessore Benedetti sabato mattina, nel corso dell’edizione di Carta Bianca dedicata alle povertà intitolata “Più poveri, meno soli”, ci saranno disponibili fronte a una platea gremita da oltre 130 persone: rappresentanti di enti, fondazioni,  associazioni, volontari, cittadini. Due le modalità di approccio previste. Da un lato i Servizi Sociali metteranno in campo operatori di strada specificamente formati, che dovranno agganciare le persone che vivono in strada (e che spesso, per vari motivi, rifiutano l’aiuto oppure non conoscono come ottenere l’assistenza  per migliorare la loro condizione di vita), valutando quali interventi attivare, a cominciare dalle primissime forme di sostegno.

Ma saranno fondamentali anche gli interventi delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale) per una prima azione di identificazione: questo potrà portare all’attivazione dei servizi sociali, ma anche a rilevare e contrastare le situazioni in cui il disagio nasconde elementi d’illegalità. Il progetto “unità di strada”, che partirà a breve, sarà portato avanti in via sperimentale per almeno tre mesi, al termine dei quali  si farà un primo bilancio dei risultati ottenuti. Per quanto riguarda le zone di intervento, pur nella consapevolezza che tutta la città deve esserne interessata, si comincerà a intervenire prioritariamente nelle zone centrali e nelle aree di più significativa concentrazione di persone, come centri commerciali, strutture sanitarie, biblioteche, luoghi di culto.

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