"Occhi aperti su Cesena": il Comune si prepara a varare il progetto di controllo del vicinato

Nella sostanza, si andrà a creare una rete di comunicazione fra il Comune, e più precisamente, il comando della Polizia Locale, e i cittadini, con il coinvolgimento dei Quartieri

Il Comune di Cesena si prepara a varare il progetto di “Controllo del Vicinato - Occhi aperti su Cesena”. Martedì scorso la Giunta ne ha approvato la delibera, a cui è seguita, nei giorni successivi la firma del protocollo d’intesa con cui la Prefettura di Forlì – Cesena dà il via libera all’iniziativa, impegnandosi a “sostenere il Progetto, attraverso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, coinvolgendo le Forze di Polizia coordinandone l’attività con il Comune di Cesena”.

"Tutto è nato - spiega il sindaco Paolo Lucchi - dalla consapevolezza che il mutato contesto socio-economico, l’aggravarsi e la sensazione di insicurezza tra i cittadini, suggeriscono l’opportunità di adottare nuove strategie attraverso un razionale ricorso a tutte le risorse disponibili. Più studi rilevano una diretta correlazione tra disagio sociale, degrado dei comportamenti e fenomeni di pericolosità e allarme sociale, che minacciano in particolare le fasce vulnerabili della popolazione (anziani, donne e minori). Da qui l’esigenza di rafforzare le forme in cui si esplica la sicurezza partecipata, favorendo ogni possibile ampliamento della collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e la società civile, coinvolgendo ogni organizzazione operante sul territorio comunale valorizzando l’impegno dei cittadini, prima di tutto grazie all’impegno diretto dei Quartieri, che intendano collaborare con gli organismi preposti (Comune, Forze di Polizia e servizi sociali) per rimuovere quei fattori di disordine e degrado che incidono, anche in termini di qualità percepita, sulla domanda di sicurezza. Il progetto ‘Controllo del Vicinato - Occhi aperti su Cesena’ è lo strumento che abbiamo messo a punto per realizzare questo percorso. A questo proposito desidero ringraziare il comandante Giovanni Colloredo per l’impegno che ha dedicato  alla sua predisposizione, e il prefetto Fulvio Rocco de Marinis per l’attenzione che ha riservato alla nostra proposta, culminata nella firma del protocollo d’intesa dei giorni scorsi”.

Nella sostanza, si andrà a creare una rete di comunicazione fra il Comune, e più precisamente, il comando della Polizia Locale, e i cittadini, con il coinvolgimento dei Quartieri. Tutti i residenti a Cesena potranno aderire: basterà compilare un modulo, con cui si impegnano a rispettare una serie di impegni indicati dal Comune. Saranno creati gruppi che condivideranno le informazioni sfruttando i canali messi a disposizione dalle nuove tecnologie: social network, programmi di messaggistica, mailing list. Ciascun gruppo di controllo sarà seguito da un coordinatore, che raccoglierà con metodologie condivise e organizzate dal Comune le istanze e informazioni pervenute dalla rete di cittadini e, dopo una sua prima valutazione, le condividerà con il comandante della Polizia locale, responsabile del progetto, (o in sua assenza, per le sole attivazioni di emergenza, alle forze dell’ordine, attraverso il numero unico dell’emergenza 112).

Cosa dovranno fare i cittadini nel concreto?

In primo luogo, li si spingerà ad auto-organzzarsi tra vicini, sviluppando un’attività di collaborazione, per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni. Questo rapporto dovrebbe portare, ad esempio, a segnalare ai vicini, un’assenza prolungata dalla propria abitazione, l’esecuzione di lavori che comportino rumori, l’installazione di un sistema di allarme o di protezione. O, ancora, di provvedere a togliere la posta dalla cassetta postale al vicino che si allontana per vacanze (naturalmente, dietro sua autorizzazione), o di accendere saltuariamente qualche luce del giardino del vicino per segnalare che la casa è abitata. Al tempo stesso si punta a spingerli a costituire una forza propositiva per le Istituzioni e le Amministrazioni e di organizzare iniziative culturali e sociali volte a vivere maggiormente le strade del proprio ambito territoriale.

E ancora, si chiederà loro di segnalare eventuali vulnerabilità ambientali, comportamenti sospetti, elementi o fatti d’interesse al Comune o alle Forze di Polizia. In che modo? Ad esempio, annotando numeri di targa di persone sospette, non conosciute; chiedendo a persone che sostano in zona, senza apparente motivo, se si può essere utili in qualcosa; accendendo le luci ed affacciandosi quando si sente un allarme suonare, cani abbaiare insistentemente, strani rumori non segnalati come picconate o rumore di porte scardinate ( in caso di lavori è bene notiziare di ciò i vicini); segnalando casi di degrado urbano per consentire di intervenire rapidamente.

Fondamentale, poi, sarà rendersi  più consapevoli e informati, sia partecipando agli incontri organizzati dall’Amministrazione comunale con le Forze di Polizia, per ottenere suggerimenti e consigli e a loro volta fornire indicazioni su come migliorare il progetto, e dall’altro predisponendo ogni consentita possibile misura per aumentare la propria sicurezza domestica. Più in generale, i partecipanti avranno il ruolo diffondere la cultura del rispetto delle regole e di far crescere il senso civile indispensabile a contrastare la criminalità, diffondendo sempre l’idea che ogni atto criminale debba essere seguito da regolare denuncia, in modo da ridurre il più possibile il divario che intercorre fra la realtà – cioè il numero reale di atti criminosi che si verificano – ed il numero dei fatti criminosi che si registrano ufficialmente, e orientare al meglio l’azione delle diverse Autorità preposte.

Dal canto suo, il Comune si impegna, a delineare le caratteristiche principali di ciascuna area cittadina, sia sotto il profilo sociale (caratteristiche demografiche, percentuale di etnie straniere, presenza di scuole, centri assistenziali o simili, ecc.) che economico (numero e caratteristiche degli esercizi commerciali, imprese, istituti di credito, servizi, ecc.); di sensibilizzare i cittadini di una zona definita, nella quale è sentita l’esigenza di maggiori controlli, all’attuazione del progetto, favorendo la costituzione di una “ rete”; di promuovere e pubblicizzare le possibilità di adesione al progetto; di vagliare le adesioni dei cittadini; Sarà cura del Comune, poi, organizzare i  gruppi di messaggistica istantanea nelle varie piattaforme social, nominando i relativi amministratori, e comunicando alla Prefettura, alla Questura nonché al Comando Provinciale dei Carabinieri di Forlì – Cesena tutte le informazioni relative alla costituzione dei vari gruppi di controllo.

E naturalmente, vigilerà sul rispetto da parte dei cittadini della corretta esecuzione del progetto. E cioè, in particolare, che limitino il proprio intervento a un’attività di mera osservazione; si astengano da incaute iniziative personali o comportamenti imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per se stessi o altri; non sconfinino in eventuali, possibili forme di pattugliamento attivo del territorio; mantengano la comunicazione con i referenti dei Gruppi di Controllo di Vicinato. Particolare attenzione sarà riservata alla gestione le comunicazioni all’interno dei gruppi di messaggistica, mailing list o social network, con la previsione di uno specifico codice di comportamento. Nel dettaglio: non si potranno inserire notizie riguardanti pattuglie delle Forze di Polizia; non si potrà violare la privacy altrui, né pubblicare o condividere contenuti inappropriati o contrastanti con lo scopo del progetto. Ovviamente sarà vietato minacciare o insultare altri utenti. Esclusa anche la possibilità  pubblicare o condividere i messaggi del gruppo all’esterno, senza autorizzazione del proprio coordinatore.

I gruppi saranno di tipo chiuso per cui l’adesione potrà avvenire unicamente su invito dell’amministratore. "Nel progetto, infine - segnala il Sindaco Lucchi - abbiamo ritenuto di specificare cosa non è il controllo di vicinato, sottolineando che i gruppi non possono mai sostituirsi alle forze dell’ordine. Esclusa, nello specifico, l’attivazione delle cosiddette Ronde volontarie, così come non è contemplato lo sviluppo di alcuna forma di intervento attivo o sostitutivo del cittadino nei compiti che la legge affida alle Forze di polizia, compreso il pattugliamento del territorio, l’inseguimento di persone, e qualsiasi forma di attività d’indagine. I cittadini potranno unicamente svolgere un’attività di osservazione su fatti e circostanze che accadono nella propria zona. In altre parole, di tenere gli ‘occhi aperti su Cesena’, come indica chiaramente il nome dell’iniziativa".

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