Cesena investe sugli stranieri di seconda generazione

E' alle seconde generazioni di immigrati che il Comune rivolge la sua attenzione con l’avvio di un progetto per comprendere meglio le istanze e costruire risposte adeguate per i giovani immigrati

Stranieri ma anche cesenati: A vent’anni dai primi arrivi, l’immigrazione a Cesena ha assunto una fisionomia sempre più complessa: accanto ai nuovi arrivi (1300 nel 2010) c’è una larga fascia di persone di diverse nazionalità che si sono stabilite in città da tempo e fra loro moltissimi ragazzi che in realtà qui sono cresciuti (e in vari casi anche nati). Al 31 dicembre 2010 erano quasi 1900 i minorenni stranieri residenti a Cesena.
Ed è proprio alle seconde generazioni che rivolge la sua attenzione l’Amministrazione comunale, con l’avvio di un progetto che mira a comprendere meglio le istanze e a costruire risposte adeguate per i giovani che vivono questa particolare esperienza.


“Crediamo in un modello di società multiculturale e aperta a tutti – spiegano il Sindaco Paolo Lucchi, l’Assessore per le Politiche per il Benessere dei cittadini Simona Benedetti e l’Assessore a l’Assessore alle Politiche giovanili Matteo Marchi - e sentiamo certamente il dovere di occuparci di questi ragazzi, sospesi fra mondi e mentalità diverse, in un’età in cui è già complicato costruirsi la propria identità personale. Già in passato abbiamo attivato alcune iniziative molto significative, come il progetto “Pillole di identità” che per due anni ha visto una ventina di ragazzi di varie origini lavorare fianco a fianco nella produzione di cortometraggi sull’interculturalità, che sono andate in onda su Rai News 24. Ma c’è anche l’attività del centro interculturale Movimenti, volta soprattutto a favorire l’apprendimento della lingua italiana, e il grande lavoro svolto quotidianamente da tanti insegnanti delle nostre scuole e dagli interventi di consulenza e formazione dello Sportello Intercultura. Al tempo stesso, oltre ai centri di aggregazione giovanile di emanazione "pubblica", ovvero Garage e Buliró, a Cesena ci sono tante altre realtà, dai quartieri, alle parrocchie ai gruppi scout, dalle associazioni di volontariato, culturali e di promozione sociale, che stanno già affrontando autonomamente questo fenomeno, elaborando proposte e avviando iniziative per favorire non solo l’integrazione, ma anche la partecipazione attiva di questi ragazzi. Si tratta di un patrimonio prezioso di conoscenze, progettualità, capacità che va sostenuto e valorizzato, favorendo la messa in rete di queste esperienze. Ed è proprio questo l’obiettivo per il quale stiamo lavorando con questo progetto”.


Scendendo nel concreto, da metà giugno è stata avviata una mappatura delle varie esperienze di inclusione e socializzazione rivolte ai giovani e fra essi anche, naturalmente, ai ragazzi di seconda generazione: conclusa questa fase, si creerà un circuito di diffusione di queste ‘buone pratiche’, anche utilizzando strumenti di promozione multimediale.


Parallelamente è stata avviata un’indagine sociologica con l’obiettivo di parlare direttamente con i ragazzi, sia italiani che stranieri, fotografare la realtà e la loro condizione e individuare gli aspetti più significativi e problematici, per delineare poi possibili e più adeguate linee d’orientamento e di programmazione. I risultati della ricerca saranno presentati nel prossimo autunno in un momento pubblico di confronto.

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“Questo progetto, che viene portato avanti praticamente senza costi, – specificano il Sindaco e gli Assessori Benedetti e Marchi – è nato anche grazie al confronto con il Tavolo immigrazione, che vede la partecipazione di tutte le associazioni di volontariato e di promozione culturale italiane e straniere che operano sul versante dell’integrazione. Si tratta di uno strumento molto importante per approfondire il dialogo tra le diverse etnie e culture presenti in città, favorire un’accoglienza e una conoscenza reciproca e, allo stesso tempo, porre le basi per iniziative e progetti condivisi che mirino allo sviluppo di Cesena. Non a caso, un altro tema che si sta affrontando all’interno del Tavolo e che sarà oggetto di un ulteriore incontro specifico entro la fine dell’estate, è legato alla valorizzazione dei momenti istituzionali di confronto e rappresentanza degli stranieri in città, a partire dalla Consulta degli stranieri, organismo autonomo con funzioni consultive e propositive rispetto all’attività dell’Amministrazione Comunale”.
 

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