Residenti contro il Giodì: "Che pena fanno questi studenti"

Riceviamo una lettera dei residenti di via Isei che continuano a scagliarsi controil Giodì e i suoi aficionados

Riceviamo una lettera dei residenti di via Isei che continuano a scagliarsi controil Giodì e i suoi aficionados. Il primo martedì universitario con chiusura della serranda alle 22 non è andato proprio come si pensava. Un gruppo di clienti si è trovato fuori dal locale attirando ancora la protesta dei residenti della palazzina che, lamentano i condomini, hanno intonato cori fino alle quattro del mattino. Ovviamente sono state allertate le forze dell'ordine.

“Con rammarico prendiamo atto – si legge -  che il gestore del bar Giodì e dei suoi clienti ineducati non hanno alcuna intenzione di cambiare registro. Ancora una volta hanno dimostrato che non sanno cosa significhi rispettare le leggi. Ci chiediamo se sappiano leggere le ordinanze o meglio se siano dotati di capacità di lettura in generale. Martedì 24 aprile, oltre a non aver rispettato l'ordine di chiusura del locale alle ore 22,00 il gestore e i suoi clienti hanno continuato fino ad oltre le 4,00 a fare baldoria intonando cori contro noi residenti e contro il Sindaco, costringendo noi a chiamare per l'ennesima volta le forze dell'ordine perché facessero rispettare un'ordinanza comunale”.

“Che pena fanno questi studenti. Ci auguriamo – aggiungono -  che gli studenti fuori sede che vivono a Cesena non siano tutti così; vogliamo pensare che abbiano davvero altro da fare, che manifestino per il loro diritto allo studio, per il diritto ad un'abitazione regolare, per il diritto ad una vita stabile, ad un divertimento intelligente, ma soprattutto ci auguriamo che non tutti gli studenti fuori sede a Cesena si battano solo per continuare ad ubriacarsi e fare festa senza controllo. Questi ragazzi hanno offerto ancora una volta uno spettacolo davvero impietoso di sé stessi e della categoria che rappresentano e ce ne dispiace molto. Che peccato, un'altra occasione persa”.

“Comunque, - prosegue la lettera - con i loro comportamenti i clienti del bar Giodì hanno offerto un ulteriore strumento a noi residenti per continuare la battaglia della legalità, rimanendo, ancora una volta, nel giusto e all'Amministrazione comunale per muoversi nelle sedi preposte (l'ultima ordinanza ci rende giustizia degli sforzi fatti per dimostrare la totale illegalità in cui si muove il locale). I clienti stessi non hanno ancora capito che non è questo l'aiuto che serve al gestore, ormai in balia degli eventi e non in grado, a questo punto ne siamo convinti, di pensare in maniera lucida quale sia la soluzione migliore per la sua attività e il suo lavoro”.

“A questo punto ci fanno sempre più sorridere (un sorriso molo amaro) – sottolineano - alcuni articoli letti nelle settimane scorse sui giornali. Questi sono i ragazzi che manifestano per i diritti umani? Un insulto all'intelligenza e ci scandalizziamo che chi ha scritto queste parole utilizzi concetti così grandi al solo scopo di bere di più la notte e poter fare quanta confusione si vuole. Ci chiediamo, ma i ragazzi stanno manifestando per i diritti umani quando intonano cori da stadio alle 4,00 di notte?”.

“Sono ragazzi – conclude la nota - che credono nel dialogo quando vomitano sui nostri zerbini? Scendono in piazza a lottare per l'uguaglianza quando urinano e defecano davanti alle nostre case? No, siamo sempre più convinti, purtroppo, che siano ragazzi che non hanno altro da fare se non bere a poco prezzo fino a stare male, fregarsene degli altri e delle leggi fino a che qualcuno o qualcosa non li fermi. La cosa che più ci rammarica è che un gestore adulto, non più ragazzo da un pezzo, che con la sua attività si rivolge a ragazzi giovani invece di esortarli a comportamenti civili e quant'altro, li aizza contro la legge e contro la legalità. Che peccato, che pena e che tristezza, un'immagine davvero desolante”.

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