Cronaca Via Luigi Sostegni, 15

Omicidio Urbini, il figlio di Wally: "Azione premeditata e feroce"

Torna il giallo delle chiavi. A detta di chi conosceva le abitudini dell'anziana, Wally non usava mazzi di chiavi con il "cordoncino" rosso come quello che accompagnava le chiavi inserite nella toppa

Franco Urbini, il figlio dell'anziana assassinata in via Sostegni, 15, non ha dubbi: è stata un'azione premeditata e feroce. L'uomo, di circa settanta anni molto conosciuto in città per il suo impegno politico e lavorativo, ha confermato che la vicina di casa aveva chiesto alla madre cento euro. Avrebbe usato la scusa del fatto che il marito era assente da un po' di tempo e non le aveva lasciato denaro. Si era accertato anche della risposta della propria madre: “Ha detto che non li aveva se non pochi spicci che non le ha dato”.

Torna il giallo delle chiavi. Infatti, a detta di chi conosceva le abitudini dell'anziana, Wally non usava mazzi di chiavi con il “cordoncino” rosso come quello che accompagnava le chiavi inserite nella toppa al momento della scoperta del corpo. Il colore usato era un altro, quello blu. C'è quindi chi sospetta che chi si è introdotto al numero 15 di via Sostegni si sia impossessato di un mazzo di chiavi per farne la copia.

Intando, ripercorrendo i primi attimi della scoperta del corpo, affiorano alcune testimonianze. “Quando abbiamo bussato da Amina per chiedere di passare dal suo giardino per entrare dalla finestra ci ha aperto ed è stata impassibile, era una sfinge – dicono i presenti – poi quando siamo usciti dall'ingresso ci è venuta incontro chiedendoci di vedere Wally”.

Infine l'ultimo aggiornamento riguarda il numero non meglio precisato di spille ritrovate nella valigia di Amina che, a detta di chi frequentava casa Urbini, non li ha riconosciuti a prima vista come oggetti della vittima. Non si sa al momento se questi erano risposti in cassetti.
 

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