Fabbri (Verdi): "Sì a un piano di risanamento dal pericolo amianto"

"Il nostro territorio - scrive Fabbri in una nota - è purtroppo vittima di comportamenti sciagurati da parte di persone incuranti delle regole, che abbandonano rifiuti di ogni genere lungo le strade"

Davide Fabbri suona l'allarme eternit. “Il nostro territorio – scrive in una nota - è purtroppo vittima di comportamenti sciagurati da parte di persone incuranti delle regole, che abbandonano rifiuti di ogni genere lungo le strade e nelle campagne. Condivido le recenti parole del sindaco di Cesena in riferimento ai continui abbandoni di rifiuti nel nostro territorio: Una pratica incivile e irrispettosa che danneggia l'intera cittadinanza, perchè provoca degrado, danneggia l'ambiente, e determina maggiori costi per la comunità”.

Sono a segnalare un pericoloso abbandono di lastre in cemento-amianto (coperture di eternit), accanto ad un cassonetto dei rifiuti, lungo la via Garampa, ai bordi della strada sotto il Convento dei Frati Cappuccini. Chiediamo ad Hera e al Comune di Cesena di intervenire celermente per bonificare un'area inquinata dall'inciviltà di questo smaltimento illecito di materiale inquinante (amianto)”.

“La campagna di sensibilizzazione del Comune di Cesena contro gli abbandoni dei rifiuti è giustissima, e va rafforzata da un piano di risanamento del territorio dall'amianto. Ricordiamo che il Comune di Cesena è in possesso del censimento-mappatura delle strutture contenenti amianto del territorio comunale; sono ben 5.400 i siti cesenati contenenti amianto: coperture di aziende produttive, coperture di allevamenti, tetti di abitazioni, tettoie”.

Il Comune di Cesena deve impegnarsi maggiormente a promuovere gli interventi necessari per la sua rimozione regolare o messa in sicurezza, per eliminare i rischi per la salute connessi alla inalazione di fibre che si possono liberare nell’ambiente quando l’amianto si presenta in forma friabile”.

“Chiediamo al Comune di Cesena la predisposizione di un piano di valutazione sullo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e di risanamento del territorio, per eliminare gradualmente la presenza di amianto pericoloso nell’ambiente, dando priorità agli interventi di bonifica ritenuti più pericolosi per la salute; occorre dare priorità ad interventi di bonifica nei confronti di quei siti che hanno la capacità di emettere fibre di amianto inalabili, con presenza cioè di amianto degradato e friabile (sfaldamenti, crepe, rotture, affioramenti di fibre alle superfici)”.
 

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