Iva evasa, nel mirino della Finanza anche quattro società sportive

L’incrocio dei dati riportati nelle dichiarazioni Isee con quelli di altre banche dati in possesso della Guardia di Finanza, ha infatti portato a scoprire oltre 360mila euro di Iva non versata da parte di quattro società sportive cesenati

Ci sono quelli che hanno tralasciato di segnalare redditi (anche per qualche decina di migliaia di euro), ma anche chi si è ‘dimenticato’ di essere proprietario di un appartamento, pur di ottenere agevolazioni dal Comune. A scoprirli, la Guardia di Finanza con le verifiche effettuate sulle dichiarazioni Isee ricevute dal Comune di Cesena nel 2013. Ma nella rete delle Fiamme Gialle non è caduto solo qualche ‘furbetto’ in cerca di contributi di cui non aveva diritto.

L’incrocio dei dati riportati nelle dichiarazioni Isee con quelli di altre banche dati in possesso della Guardia di Finanza, ha infatti portato a scoprire oltre 360mila euro di Iva non versata da parte di quattro società sportive cesenati. E’quanto emerso martedì mattina, nel corso di un incontro del Sindaco Paolo Lucchi e del Vicesindaco Carlo Battistini con il Comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Alessandro Mazziotti e il Vicecomandante della Compagnia di Cesena tenente Gianluca Delle Femine.

Nel corso della riunione è stata ribadita l’importanza della collaborazione fra Fiamme Gialle e Amministrazione cesenate – sancita da un protocollo d’intesa siglato a fine 2011 -  per il controllo puntuale delle documentazioni presentate al Comune per accedere a servizi, contributi e agevolazioni tariffarie legate al cosiddetto “quoziente Cesena”. “Per noi – sottolineano il Sindaco Lucchi e il Vicesindaco Battistini – è fondamentale poter contare sulla correttezza dei dati raccolti, perché da essa dipende la capacità di applicare un sistema equo, in cui ciascuno paga sulla base delle sue risorse, e al tempo stesso riceve sostegno economico chi  ne ha realmente bisogno. Dopo due anni di rodaggio, la collaborazione con la Guardia di Finanza sta dimostrando la sua efficacia e crediamo che gli stessi cittadini abbiano compreso il senso dell’iniziativa: non accanimento, ma senso di giustizia, per garantire le prestazioni solo a chi ne ha realmente i requisiti”

Proseguendo in questo percorso, al termine dell’incontro, l’Amministrazione ha consegnato alle Fiamme Gialle altre 234 dichiarazioni presentate dai cittadini nel corso dell’anno per ottenere prestazioni sociali agevolate: richieste di contributo per l’affitto, domande per le agevolazioni tariffarie e per contributi erogati  in base alla legge 29 a sostegno della disabilità. Alla Guardia di Finanza toccherà ora di verificare la loro esattezza, così come hanno fatto con le 443 già consegnate in passato dai Servizi Sociali (di cui 107 riferite al bando di sostegno alle famiglie numerose, 197 richiesti ad assegnatari di alloggi erp sorteggiati da Acer per i controlli periodici e 140 per altre domande di agevolazione).

Le verifiche svolte su quella prima tranche di documentazione hanno innescato più specifici approfondimenti su 55 casi particolari, di cui 45 risultati effettivamente irregolari. Questo naturalmente è solo un dato parziale; infatti alla Guardia di Finanza sono stati consegnati anche  i fascicoli Isee  relativi agli abbonamenti del trasporto scolastico e alle rette nelle scuole.

Più in generale, dall’inizio del 2013, per quanto le sole prestazioni sociali agevolate, la Guardia di Finanza ha individuato 73 casi sospetti in tutta la Provincia, di cui 30 nel comprensorio cesenate; i successivi approfondimenti hanno permesso di scoprire oltre 390mila euro di redditi non dichiarati a livello provinciale, di cui 186mila euro circa riferiti al cesenate, e hanno fatto scattare la segnalazione all’autorità giudiziaria per 70 persone – di cui 30 nel cesenate – per aver indebitamente percepito agevolazioni sociali per un importo equivalente a circa 45mila euro.

Numeri ancora di tutto rispetto, ma comunque in calo rispetto al recente passato: nel 2011, infatti, le persone segnalate furono 94 – di cui 38 nel cesenate – ed emersero 800mila euro di redditi da lavoro o immobiliari non dichiarati (600mila euro solo nel Cesenate), mentre nel 2012 le degnazioni all’autorità giudiziaria sono state 109 (ma nel cesenate solo 34) e sono emersi redditi per 500mila euro (di cui 122mila riferiti al Cesenate). Inoltre, come ha segnalato lo stesso colonnello Mazziotti, la maggior parte delle violazioni oggi risulta essere soprattutto di carattere formale.

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Ma i controlli alle dichiarazioni Isee possono portare a risultati del tutto inaspettati. Esaminando  i redditi percepiti presentati da persone che richiedevano prestazioni sociali agevolate, la Guardia di Finanza ha riscontrato incongruenze rispetto a quanto dichiarato da alcune società sportive del comprensorio cesenate, con le quali i richiedenti avevano rapporti. Sono scattate così verifiche fiscali più approfondite nei confronti di 4 società, che hanno portato ad appurare un mancato versamento dell’Iva per un ammontare di oltre 360mila, con la conseguente denuncia per sei persone.

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