Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Giovani e tempo libero, "La movida aiuta le persone a relazionarsi"

"Movida: problema o opportunità?". Il convegno organizzato da Confcommercio al teatro Verdi ha offerto l'occasione per una riflessione a 360 gradi su questa importante risorsa cittadina, economica e sociale

"Movida: problema o opportunità?". Il convegno organizzato da Confcommercio al teatro Verdi ha offerto l'occasione per una riflessione a 360 gradi su questa importante risorsa cittadina, economica e sociale. "Da laico - ha esordito il presidente dell'associazione, Corrado Augusto Patrignani - ho molto apprezzato il senso dell'intervento del vescovo Regattieri, sempre molto disponibile a partecipare alle nostre iniziative,  che ha affrontato il tema dalla angolazione che gli compete, come guida religiosa diocesana".

"La sua, innegabilmente, è stata una sferzata che credo abbia voluto mettere in guardia dalle degenerazioni del fenomeno del divertimento assolutizzato che può andare sfociare nello sballo, con i guasti che tutti purtroppo conosciamo per tanti nostri giovani", continua Patrignani. Regattieri, continua il presidente di Confcommercio, "ha rimarcato principalmente all'esigenza di offire ai giovani, di cui si sta occupando la pastorale diocesana, proposte educative per la loro crescita come persone. Bene: io credo che anche l'analisi di questa sfaccettatura del poliedro movida abbia reso ancora più polifonico il nostro convegno".

"Quanto al merito della questione credo che la movida e lo svago negli esercizi pubblici contribuiscano alla crescita relazionale delle persone, al termine di una giornata di lavoro o di studio - aggiunge Patrignani -. Prima il dovere poi il piacere: questo è il principio che resta sempre valido. E qui nessuno sponsorizza certamente certo la movida a tutte le ore e tutte le sere, tanto è vero che essa si concentra nei giorni del week-end.  Insomma, nessuna esagerazione".

"Ma, ponendo anch'io qualche domanda come ha fatto opportunamente il vescovo lunedì - non è forse più utile alla persona ritrovarsi piacevolmente insieme agli altri piuttosto che  magari chiudersi a navigare in rete in una dimensione del tutto solispistica? - si chiede Patrignani -. E non è forse meglio che i nostri ragazzi si trovino in città piuttosto che girovagare in lunghe peregrinazioni automobilistiche altrove nel cuore della notte? La cultura conviviale dell'ospitalità dei nostri esercizi pubblici non è forse un antidoto alla solitudine e all'emarginazione?".

Il presidente di Confocommercio ritiene "che la cultura sana del ritrovarsi nei pubblici esercizi abbia una sua istanza etica: quella di condividere il proprio tempo libero (una parte di esso, naturalmente) con amici e conoscenti in luoghi aperti come bar e pubblici esercizi  cittadini, ospitali come una grande casa in cui c'è posto per tutti, in un clima di giocosa e decorosa urbanità. Tutto questo contribuisce a far star meglio le persone, a ricaricarle e far emergere anche i loro lati migliori".

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