Il custode del cimitero arrestato per truffa chiede scusa

Arrestato per truffa dai Carabinieri perchè pare timbrasse il cartellino portandosi la smarcatempo a casa, chiede scusa e rassegna le dimissioni con una lettera

Giuseppe Sarcinella, il custode del cimitero di Ruffio arrestato per truffa dai Carabinieri perchè pare timbrasse il cartellino portandosi la smarcatempo a casa, chiede scusa e rassegna le dimissioni con una lettera che riportiamo nella sua interezza. “Mi chiamo Sarcinella Giuseppe e sono il custode dei cimiteri di Ruffio, Bulgaria e Calisese arrestato il 4 aprile per truffa. Questa mia lettera precede il processo che si terrà il 12 aprile e il Consiglio Comunale che si terrà martedì 10 aprile in cui si parlerà del mio caso”.

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“Questa mia lettera – continua - è rivolta alla mia amministrazione con a capo il Sindaco Lucchi, a tutto il consiglio comunale ed a tutta a cittadinanza, in particolare ai cittadini di Ruffio, Calisese e Bulgaria con i quali si è consolidato un rapporto umano in un ambiente di lavoro dove maggiormente si è condiviso tanto dolore per la perdita dei nostri cari ( mia figlia è sepolta nel cimitero di Ruffio, quindi io continuerò a frequentare questo luogo, come tutti voi)”.

“In questi 12 anni, - spiega Sarcinella - gli antecedenti 13 ho lavorato presso il monumentale di Cesena, ho cercato di offrire a tutti voi la mia disponibilità, la mia esperienza con duro lavoro e professionalità. Voglio chiedere scusa a tutti per il mio gesto non professionale, sicuramente ho fatto arrabbiare tanti cittadini e la mia amministrazione anche se ritengo di esser stato condannato e giudicato, ancor prima del processo, in maniera troppo severa, soprattutto dai giornali”.

“Ma – conclude - le scuse più importanti sono per loro, la mia famiglia, mia moglie Ornella, i miei figli Emy, Senoue, Danilo, Eser e Sayuri. Chiedo scusa a voi perché sarete giudicati per colpe non vostre. Ad oggi mi è stata notificata una sospensione di 2 mesi dal lavoro in attesa del giudizio, ma ho deciso di licenziarmi. Martedì sarà infatti inviata una lettera all’amministrazione tramite il sig. Borghetti del mio sindacato Uil. Al di là della pena, sono convinto che questo sia un piccolo gesto per farmi perdonare da tutti voi”.

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