“Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni!”

Un corteo studentesco ha sfilato per le vie di Cesena per dire no alla riforma Aprea. "Così la scuola cede alle pressioni dei privati"

“Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni”. Nel mirino della manifestazione studentesca di venerdì c'è il disegno di legge ex Aprea che, a detta dei manifestanti, "catapulta le condizioni degli studenti indietro di decenni". Stop ai consigli di istituto e via libera ai consigli di autonomia che per molti somigliano tanto a dei consigli di amministrazione. “Il rischio - racconta una ragazza - è che dei privati entrino nella gestione dell'istituto che perde un regolamento nazionale condiviso. Con la legge, ogni scuola avrà il suo statuto e gli studenti saranno rappresentati sempre meno” dice un ragazzo de Righi.

“Io frequento l'alberghiero – aggiunge un altro – e studiamo il biologico, mi voglio specializzare su questo tema. Cosa succederebbe se nella mia scuola ci fossero delle pressioni di ditte private come la Bayern?”. “Se passa la legge - sottolinea una ragazza del Linguistico – si demolisce l'istituzione democratica. Non c'è distinzione; centrodestra, centrosinistra sono contro lo statuto degli studenti che contiene i nostri diritti e doveri. Tra questi anche quello di essere informati sulle scelte che regolano la scuola e il diritto di partecipazione”.

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“Il consiglio di autonomia, che può avere al proprio interno soggetti esterni grazie alla nomina del preside, può stringere accordi con privati interessati ad influenzare l'istruzione e la nostra formazione. Noi diciamo no perchè le scuole non sono come le aziende”. Il corteo di circa 500 studenti è partito dal piazzale della stazione e è marciato compatto verso il duomo per poi svoltare in direzione dei giardini pubblici. Non ci sono state particolari tensioni, solo qualche coro e un paio di striscioni.

Ai giardini pubblici il corteo degli studenti si è unito ad uno sparuto gruppo di scioperanti del gruppo Flc della Cgil che raggruppa i professionisti delle scuole. Un professore che ha aderito ha puntato il dito “contro i tagli, tagli costanti, tagli che rendono sempre più difficile insegnare”. Tra gli studenti erano presenti gruppi del liceo scientifico di Cesena e Cesenatico, Liceo linguistico, liceo Classico di Cesena e Forlì, Istituti Agraria e Ragioneria.
 

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