«Cesena è davvero una città sostenibile?»

La qualità urbana - si legge in una nota del Comitato Lasciateci l'Aria per Respirare - non si raggiunge solo con il costruire belle piazze o edifici

«Cesena è una città sostenibile», questa è la convinzione degli architetti comunali Anna Maria Biscaglia e Otello Brighi, curatori dell'omonimo volume presentato di recente, che documenta le molteplici trasformazioni del territorio negli ultimi anni. «Uno degli obiettivi del Prg 2000 è quello della qualità urbana da perseguire sia negli interventi pubblici che privati», hanno affermato i due architetti, tra gli artefici dell'ultimo piano regolatore.

“La qualità urbana – si legge in una nota del Comitato Lasciateci l'Aria per Respirare - non si raggiunge solo con il costruire belle piazze o edifici, ma anche osservando le logiche urbanistiche di rispetto dell'ambiente e del territorio. I progettisti del Prg 2000 possono affermare che questo sia sempre accaduto? Notiamo, a volte, che la bioarchitettura viene utilizzata per edulcorare scelte urbanistiche pessime, dimenticando che la scelta del luogo è uno dei suoi principi fondanti”.

“Anche a Cesena si è costruito dove c'erano vincoli ambientali, deturpando i paesaggi, ma è bastato inserire qualche accorgimento energetico per spacciare il progetto come sostenibile. E i cittadini abboccano perchè male informati. E' il caso del parcheggio multipiano del Caps, situato lungo l'argine di un fiume, a pochi metri dal centro storico, che ha celato per sempre la visuale della Rocca Malatestiana”.

“Altro emblematico esempio è il centro commerciale Conad a Ponte Abbadesse. Dove sta la «qualità urbana» nel permettere l'edificazione in un'area di interesse paesaggistica-ambientale? I curatori si sono bene guardati dal ricordare, all'interno del volume, che è stato necessario rimuovere il vincolo per realizzare l'opera, forse perchè ai lettori sarebbe apparsa poi non così tanto sostenibile”.

“Dunque a nostro avviso ci pare esagerato parlare di «qualità», in quanto troppe opere sono state realizzate senza curarsi del paesaggio, incrinando in modo irrimediabile il rapporto con la natura circostante. Anche in caso di demolazione, infatti, servono decenni, se non secoli, alla natura per riprendersi il suolo antropizzato. Per questo Cesena è ancora ben lungi dal poter essere definita una città sostenibile”.

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