Celebrazioni del XXV aprile. I valori da non dimenticare

C'è un nonno che si accovaccia tra la folla abbracciando il nipotino. Avrà quattro anni e, con aria stupita e curiosa, guarda dove punta l'indice del nonno

C'è un nonno che si accovaccia tra la folla abbracciando il nipotino, la cosa più preziosa che ha. Avrà quattro anni e, con aria stupita e curiosa, guarda dove punta l'indice del nonno che gli racconta il perchè del monumento ai caduti. E il bambino annuisce, fiero. Questa è l'immagine simbolo delle celebrazioni del XXV aprile di quest'anno e quel dialogo, tra nonno e nipotino, ha la stessa importanza, se non maggiore, dei messaggi emozionanti del sindaco Paolo Lucchi e del Governatore Vasco Errani.

Sindaco e governatore erano alla testa del corteo che ha portato le corone commemorative dalla Barriera al monumento ai caduti di via Serraglio. Erano in mille circa in religioso silenzio, ad ascoltare le parole emozionanti ed emozionate del sindaco Lucchi. “Il monumento di Fioravanti attorno al quale siamo riuniti – ha esordito – rappresenta una donna che a fatica porta sulle spalle un uomo ferito. E' il simbolo di una rete di condivisione senza il quale i partigiani non ce l'avrebbero fatta”.

“E' grazie a chi si è sacrificato che abbiamo la libertà esprimerci e se abbiamo la libertà di essere anche volgari” ha detto con un riferimento alla Santanchè che ha paragonato la Minetti a Nilde Iotti. E poi è stato affrontato un altro argomento di attualità anche se cittadina: “A Cesena il XXV aprile, il primo maggio e il due giugno non sono giornate come le altre e la città non cederà al consumismo mascherato da libertà. Queste sono le giornate dei nostri valori”. L'intervento del primo cittadino si è concluso con un elogio al ruolo dei partiti: “Solo il luogo dell'elaborazione del pensiero per delineare i valori della comunità”.

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L'intervento del Governatore Vasco Errani si è aperto con un paragone tra la Resistenza e il Risorgimento, due momenti in cui si è costruita l'identità del popolo italiano.
L'intervento è proseguito con un elogio alle Donne. “Senza il loro contributo non poteva esserci la Resistenza, hanno fatto staffette, hanno combattuto e costruito il governo della famiglia”.
“Ricordiamoci – ha continuato – dei ragazzi che, dopo l'8 settembre, si sono messi al fianco dei partigiani per combattere il nazifascismo”.

“Siamo qui oggi – ha proseguito – per prenderci un impegno e rinnovare il patto democratico, ricordiamoci cosa era la miseria e cosa era il fascismo e ricordiamoci i passi in avanti perchè ricordare significa cambiare il futuro”.

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