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Si complica il quadro per il Cesena: la Procura chiede il fallimento della società

Si complica il quadro dell’AC Cesena SpA, dopo il diniego dell’Agenzia dell’Entrate alla proposta di piano di ristrutturazione del debito della società bianconera

Si complica il quadro dell’AC Cesena SpA, dopo il diniego dell’Agenzia dell’Entrate alla proposta di piano di ristrutturazione del debito della società bianconera. Mentre la dirigenza era impegnata a inviare in extremis una terza proposta all’Erario, spedita giovedì scorso, la Procura della Repubblica di Forlì – retta dal procuratore reggente Filippo Santangelo - ha depositato una formale richiesta di fallimento della società calcistica cesenate. Il provvedimento sarebbe  stato già notificato ai vertici della società. La richiesta è stata depositata mercoledì scorso, vale a dire il giorno dopo la comunicazione dell’Agenzia dell’Entrate in cui si respingeva il piano che prevedeva la riduzione da 33 a 20 milioni del debito con l’Erario. Sarà ora il Tribunale di Forlì a dover valutare la richiesta della Procura. Fino ad ora la questione riguardava il Cesena e i suoi creditori, sia privati che istituzionali. Ma proprio il principale di questi, l’Agenzia dell’Entrate, non ha ritenuto sufficiente la proposta di ristrutturazione della massa debitoria, per ben due volte, il 28 maggio e il 19 giugno, facendo concludere l'ultima udienza del 7 giugno con un nulla di fatto. A pesare anche la richiesta di commissariamento della società, avanzata dalla FIGC, in base all'articolo 2409 del codice civile, per gravi irregolarità. La richiesta è in fase di vaglio del Tribunale delle Imprese di Bologna.

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