Cronaca

Bulbi e "assessori insubordinati": "Ecco i progetti a rischio"

Assessori a pieno regime, "senza retribuzione, finché non ci sarà certezza sulle deleghe e le funzioni". Ora la palla è al centro, ma l'arbitro potrebbe essere di parte

Sul campo della spending review si gioca anche la partita della provincia unica. E il presidente  Massimo Bulbi schiera in campo le sue pedine. O meglio il suo staff di “insubordinati”. Sarà composto dagli assessori che ora fanno parte della giunta provinciale, ma che dal primo gennaio 2013 perderanno la poltrona per volere del Governo. "Lavoreranno gratuitamente per impedire il blocco e ritardi di anni nei progetti in corso". Le parole chiave del presidente fanno intuire il tenore di quello che ha sempre più i contorni di un match con il governo: “Preoccupazione” e “approssimazione”.

La prima è facilmente intuibile, la seconda invece la spiega bene il presidente quando ha detto: “Il cinque settembre il governo doveva indicare a chi faranno capo tutte le funzioni che spettavano alle province. Siamo a novembre e tutto tace. Quindi è proprio il governo il primo a non mantenere le promesse”. La "mossa" del presidente è quella di schierare gli assessori proprio per non congestionare le pratiche già in corso d'opera. “Nel 2013 sarà tutto bloccato perchè delle competenze restano in capo alla provincia che si trova senza giunta. Come se a Monti togliessero tutti i ministri e restasse solo”.

La lista delle pratiche è lunga e snocciolata solo in parte da Bulbi durante una conferenza fiume. Ha parlato del Quartiere Novello a Cesena che dovrà contenere anche la sede dell'ex Iris Versari (ora accorpata al Macrelli) che da anni attende sistemazione, il progetto della Città delle Colonie a Cesenatico e sempre in riviera, è spuntata anche l'ex Nuit. E poi ancora progetti che rischiano di dilungarsi: collegamento tra la via Emilia e il nuovo casello dell'A14 Valle Rubicone, la via Emilia bis, la variante di Calabrina. Sorgerebbero problemi anche per i tecnopoli (a Cesena c'è quello agroalimentare), per i servizi alle imprese e per il coordinamento della protezione civile. “Per non parlare – rincara Bulbi – dei centri per l'impiego”.

Tutti progetti in corso d'opera che non subirebbero uno stop, ma un pesante rallentamento di anni. Di quanto si parla? Nella più rosea delle ipotesi, secondo Bulbi di “3-4 anni”. La conseguenza? “Per un imprenditore un anno di fermo significa una vita. Sarà portato a investire risorse (lavoro, denaro) in altri territori”.


Per questo Bulbi scende in campo con la sua proposta da fiero “insubordinato”. Assessori a pieno regime, “senza retribuzione, finché non ci sarà certezza sulle deleghe e le funzioni”. Ora la palla è al centro, ma l'arbitro potrebbe essere di parte visto che è rappresentato proprio da quel Governo che deve legittimare o meno la “mossa” del presidente Massimo Bulbi.

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