Malatestiana, si svela il progetto culturale della nuova Biblioteca

La sfida è ambiziosa: far convivere l’anima rinascimentale della Biblioteca storica con quella di una biblioteca che sappia dialogare con il mondo contemporaneo e proiettarsi verso il futuro

La sfida è ambiziosa: far convivere l’anima rinascimentale della Biblioteca storica con quella di una biblioteca che sappia dialogare con il mondo contemporaneo e proiettarsi verso il futuro. E così, mentre nei locali dell’ex liceo classico proseguono a pieno ritmo i lavori per consegnare alla città nel prossimo dicembre la nuova ala della Malatestiana,  l’Amministrazione comunale è ormai pronta a delineare la fisionomia della ‘nuova’ biblioteca che andrà a occupare quegli spazi.

“Non si tratta solo di decidere materialmente l’organizzazione degli spazi – sottolineano il sindaco Paolo Lucchi (che è anche presidente dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana) e l’assessore alla Cultura Elena Baredi  - ma di progettare i servizi che verranno offerti e le attività da svolgere. L’obiettivo è quello di dare a Cesena una biblioteca capace di accogliere tutte le istanze dei cittadini, che sappia interpretare le nuove forme di cultura e fornire gli strumenti per accedervi, che soprattutto sappia attirare anche chi finora non ha mai messo piede in Malatestiana".

"Non si tratta di sminuire il valore monumentale della Malatestiana, che resta il nostro patrimonio più prezioso e che va tutelato e valorizzato, ma piuttosto di affidarle anche un ruolo più vicino e accessibile a tutti - chiariscono Lucchi e Baredi -. Ci pare che questo risponda pienamente alla vocazione stessa della Malatestiana che, a buon diritto, può essere considerata la prima biblioteca civica, dal momento che Malatesta Novello scelse, alla sua morte, di affidarla alla città. La biblioteca nel corso dei secoli ha saputo crescere e cambiare insieme a Cesena: oggi ci apprestiamo ad aprire un nuovo capitolo di questa lunga storia, mettendole a disposizione strumenti più moderni che le consentano di continuare a essere un punto di riferimento vivo e stimolante per la cultura cesenate e non solo. E visto che la Malatestiana è un patrimonio comune di tutti i cesenati, vogliamo condividere con loro queste scelte, presentando il progetto culturale della nuova biblioteca nel corso di un incontro pubblico”.

L’appuntamento (significativamente intitolato “La Malatestiana – La Biblioteca di tutti”) è per martedì, alle ore 20.30, nella sala conferenze del Palazzo del Ridotto. Accanto al sindaco Lucchi e all’assessore Baredi interverranno, fra gli altri, l’Assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi, la dirigente del settore Cultura Monica Esposito, il dirigente dell’Edilizia Pubblica Gualtiero Bernabini e l’architetto Ivano Piraccini che stanno seguendo il progetto della Malatestiana, il Presidente IBC Emilia Romagna Angelo Varni, il Direttore dell’IBC Alessandro Zucchini, Ines Briganti e Mario Riciputi del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana e Antonella Agnoli, membro del CdA dell’Istituzione delle Biblioteche di Bologna e già artefice dell’ideazione e dell’organizzazione di varie biblioteche in Italia e all’estero, a cui nel marzo scorso il Comune di Cesena ha affidato l’incarico di dell’incarico di supportare il progetto innovativo di riorganizzazione aperta della Malatestiana.

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“Tracciare la nuova organizzazione di una biblioteca  – anticipa Agnoli – significa dover tener conto di tanti e complessi aspetti. Le nuove tecnologie mettono a disposizione un’enorme quantità di contenuti, e le biblioteche devono essere pronte a sfruttarle e ad adeguarsi ad esse, per non correre il rischio di diventare più fragili e perdere la loro funzione. Al tempo stesso ci sono sacche enormi non solo di persone che non leggono (i recenti dati Ocse devono far riflettere) ma anche che non sono in grado di utilizzare computer e nuove tecnologie, e dunque rischiano di rimanere fuori dai percorsi della conoscenza. Nel progettare la biblioteca di Cesena il primo problema che abbiamo voluto affrontare è stato quello del futuro dei lettori. Una biblioteca deve farsi carico delle fasce più deboli per aiutarle a uscire da questa condizione e diventare il luogo che mette assieme tutte le espressioni culturali. Per questo trovo molto importante che all’interno della Malatestiana siano confluiti anche i materiali della videoteca del San Biagio. Ma ci sarà posto anche per tablet, e-reader e tutti quegli strumenti che oggi sono indispensabili per accedere alle diverse espressioni culturali. Più in generale, la nuova biblioteca dovrà diventare una ‘piazza’ in cui si incontreranno  tutti i tipi di pubblico - bambini, studenti, lettori, ricercatori - e si incroceranno le idee. Un luogo vivo, aperto, pensato anche e soprattutto per chi finora è rimasto fuori”.

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