Giornata mondiale della tiroide: problemi per 15mila cesenati

Lunedì 21 maggio, dalle 9 alle 12.30, l'ambulatorio di Endocrinologia (Piastra Servizi) riceve i cittadini per informarli sulle patologie che interessano la tiroide. Donne a rischio 20 volte più degli uomini

foto h24notizie

Porte aperte lunedì 21 maggio, dalle ore 9 alle 12.30, all’ambulatorio del Servizio di Endocrinologia dell’ospedale Bufalini di Cesena (primo piano della Piastra Servizi) in occasione della Giornata Mondiale della Tiroide. Sarà disponibile materiale informativo sul tema e consulenze gratuite di visita ed ecografie per le donne in gravidanza o che programmano l’arrivo di un bebè. L’edizione 2012 dell’appuntamento è infatti intitolata “La tiroide è donna”, per sottolineare come le donne siano a rischio circa 20 volte di più degli uomini e la centralità del corretto funzionamento della tiroide per un buon decorso della gravidanza.
 
“Tra le migliaia di pazienti seguiti a Cesena – spiega la dottoressa Costanza Santini, responsabile del Servizio Endocrinologia e Diabetologia dell’Azienda Usl di Cesena – circa l’80% è interessato da patologie della tiroide. La giornata mondiale mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide, con particolare riguardo all'azione preventiva della profilassi con iodio estesa a tutta la popolazione sia maschile sia femminile”.
 
Lo iodio, sale minerale diffuso in natura in quantità molto ridotte (nelle acque marine e in alcuni depositi salini), svolge una importante azione preventiva nei confronti di una serie di malattie, tra cui in particolare quelle tiroidee. L’organismo umano concentra lo iodio nella tiroide, dove entra nella sintesi di due ormoni, triiodiotironina e tiroxina, regolatori di alcune funzioni metaboliche, quali  lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. In particolare, la carenza di iodio si traduce in patologie, più o meno gravi, come l’iper- o la ipo-produzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola. Mentre una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale e neo natale può avere effetti diversi relativi allo sviluppo del sistema nervoso centrale, tra cui deficit cognitivi e neuropsicologici minori fino al cretinismo nelle forme gravissime, scomparse da tempo nel nostro paese.
 
“Il fabbisogno di iodio – sottolinea la dottoressa Santini – è particolarmente elevato nelle donne in gravidanza e nei bambini. Una profilassi iodica può aiutare nella prevenzione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica. La profilassi consiste in azione semplici, come l’assunzione quotidiana di sale iodato, cioè sale fortificato con 30 mg di iodio per chilo, in sostituzione del sale usualmente aggiunto nel cibo. La corretta funzione della ghiandola tiroidea è infatti garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Lo iodio è presente nel corpo umano in quantità di 15-20 mg, pertanto l’apporto giornaliero necessario è di 150 ug/giorno. Troviamo lo iodio soprattutto nel pesce e in diverse verdure a seconda dei terreni di coltivazione”.

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La profilassi iodica ha portato alla completa eradicazione del gozzo (rigonfiamento della tiroide) in alcuni paesi europei, come la Svizzera e i paesi Scandinavi. L’Europa rimane comunque una delle regioni a più basso utilizzo di sale iodato nelle famiglie (27% contro il 90% delle famiglie statunitensi). In Italia, dove si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone (più del 10% della popolazione), è stato attivato un Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo che promuove la conoscenza e lo svolgimento di studi epidemiologici. Uno dei risultati più importanti ottenuti in materia di prevenzione è stata l’introduzione dello screening neonatale obbligatorio su tutti i bambini per la ricerca della  carenza iodica.
 
 

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