Aster Coop: non si placa la protesta degli ex dipendenti

Sono stati messi "in prova" anche se facevano quel lavoro da dieci anni. Poi sono stati lasciati a casa. La spiegazione: "Non siete idonei ad essere nostri soci"

Non si placa la protesta del Comitato di solidarietà che raggruppa i ventitre lavoratori non ammessi in qualità di soci della cooperativa Astercoop a Cesena. La cooperativa gestisce in appalto la piattaforma logistica di Centrale Adriatica a Pievesestina che rifornisce tra l’altro i punti vendita Coop di Cesena. Qui il Comitato continua a tenere presidi e iniziative nelle quali chiede alla cooperativa di consumatori di intervenire con Astercoop per il reintegro di questi lavoratori, arrivando ad invitare i soci Coop a stracciare la tessera.

La protesta monta proprio per le condizioni denunciate dagli ex dipendenti. Molti di essi lavoravano nello stabilimento anche da oltre 4 anni. Con la stipula del nuovo contratto con Astercoop sono stati messi in prova come se fossero neo-assunti. Alla fine di questo periodo, in ventitre, sono stati "scaricati" con una motivazione: "non siete idonei ad essere soci Astercoop". La possibilità di far diventare i propri dipendent dei soci è inserita nello statuto della ditta di Udine.

L'ultima protesta risale a sabato mattina. Un nutrito gruppo di sostenitori del comitato si è presentato fuori dall'Iper coop per far conoscere ai passanti la propria causa. Intanto all'interno, personale Coop distribuiva altri volantini. In pratica, il significato del contenuto è quello di driblare le critiche del comitato dirottando le "responsabilità materiali e morali" che gli ex dipendenti riversano sulla Coop. "Astercoop è un fornitore – si legge nella nota – ma è un'impresa autonoma, responsabile delle proprie scelte e delle proprie politiche del lavoro".

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Ma la risposta non si è fatta attendere. Fuori c'è chi ha prontamente detto: «Sull'edificio di Pievesestina in cui lavoravamo c'è l'insegna Coop e non un'altra». La richiesta del comitato è la stessa che torna da settimane: il reintegro di chi è stato messo alla porta nonostante fossero anni, dai 4 ai dieci, che svolgevano quelle mansioni. Non si spiegano come possano non risultare idonei anche perchè, dicono, da Astercoop non sono giute motivazioni chiare che potessero spiegare il provvedimento.

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