Acquisti di Natale in calo. Per i negozianti è colpa dei centri commerciali

L'Osservatorio nazionale Federcosumatori suona l'allarme acquisti pre-natalizi. Ha rivelato come gli italiani abbiano speso il 18% in meno rispetto il 2010, la cifra più bassa da dieci anni

L'Osservatorio nazionale Federcosumatori suona l'allarme acquisti pre-natalizi. Ha rivelato come gli italiani abbiano speso il 18% in meno rispetto il 2010, la cifra più bassa da dieci anni. La spesa totale, tra pranzi, cene e regali, è stata di 4miliardi di euro, 400 milioni in meno rispetto le stime. E' a 166 euro in meno la quota spesa da ogni famiglia secondo la Federconsumatori. Da una indagine a campione effettuata anche da Cesena Today in alcuni negozi del centro è emerso come anche a Cesena i negozianti percepiscano una sensibile diminuzione delle vendite nel mese di dicembre.

Ma al momento è presto per avere conti certi. Il periodo di riferimento è lo stesso mese del 2010. A detta di molti esercenti, la tendenza agli acquisti è modificata. Avendo a disposizione un “budget”, i clienti scelgono più articoli rispetto l'anno precedente, ma sono quelli a prezzi inferiori. Si può dire che se a dicembre 2010 ancora si faceva attenzione al prezzo, ma si chiudeva un occhio, nell'ultimo periodo lo sguardo è ben fissato sul cartellino.

Molti esercenti dicono che, rispetto gli anni scorsi, in centro c'è stato un flusso minore di cittadini-acquirenti proprio nella settimana che precede il Natale. In molti attribuiscono questo fatto agli outlet e ai centri commerciali.
Nei negozi di abbigliamento non sono mancati i clienti che hanno cercato di anticipare i saldi di gennaio chiedendo sconti. Il ritornello è sempre lo stesso ogni volta che si varca la soglia di un negozio: “C'è un lieve calo rispetto dicembre di anno scorso”.

Sono diverse le motivazioni che i negozianti collegano al calo nelle vendite. Le più frequenti sono il “bombardamento mediatico prenatalizio sul disastro dell'economia nazionale” e il fatto che “le persone non hanno più di che spendere”. A detta dei commercianti intervistati, situazione stabile invece per i negozi del comparto intimo e dolciario. C'è anche chi accenna agli outlet che, rispetto il 2010, avrebbero fatto il botto vendendo il doppio.

Anche alcuni cittadini sono stati interpellati. Nel mirino sono finiti quelli che stringevano nelle mani delle sporte. Anche loro confermano la scelta di una quantità maggiore di prodotti acquistati, ma scegliendo quelli a minor prezzo. La media dichiarata è di circa 160 euro come spesa complessiva per un totale di sette acquisti.
 

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