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Centro storico, Lucchi: "Creiamo assieme le vocazioni e trasformiamole in progetti concreti"

"Sul nostro centro storico finalmente un confronto che non ha la testa rivolta all'indietro - afferma Lucchi -. Creiamo assieme le vocazioni e trasformiamole in progetti concreti"

Sul centro storico di Cesena "l'amministrazione comunale è pronta a fare la propria parte sin da ottobre, in vista del Bilancio 2018". Lo afferma il sindaco Paolo Lucchi, soddisfatto del fatto che "finalmente è in atto un confronto che non ha la testa rivolta all'indietro". Per il primo cittadino serve "creare assieme le vocazioni, per poi trasformarle in progetti concreti". Lucchi definisce "interessante ed utile" il dibattito apertosi in questi giorni sulle possibili vocazioni del centro storico malatestiano, ringraziando Confcommercio (in particolare Augusto Patrignani e Giorgio Piastra), Confesercenti (Cesare Soldati e Graziano Gozi) e il consigliere comunale Marco Casali.

"Trovo infatti le loro proposte, per la prima volta dopo anni, non rivolte ad un passato fatto anche di recriminazioni e di tensioni che i diversi programmi elettorali hanno ben evidenziato, ma totalmente indirizzate al futuro, anche perché capace di uscire dall'esclusiva di un tema sin troppo al centro del dibattito (Piazza della Libertà), per rivolgersi invece all'intero centro storico, ai suoi problemi evidenti (soprattutto le gallerie commerciali) ed alle sue opportunità (il sistema delle piazze; l'alta vivibilità; la spinta garantita dai pubblici esercizi e dal mercato ambulante) - prosegue Lucchi -. A mio parere i loro pensieri (rapidamente attuabili in qualche caso o frutto di un'analisi che propone intuizioni e desiderata personali, in altri) sono sintetizzabili in questo modo: non è possibile nè sensato pensare ad una vocazione unica per un centro storico vissuto e vitale come il nostro, mentre è necessario individuare molte vocazioni, facilmente traducibili  in progetti concreti attrattivi per i cesenati (e non solo) ed in grado di produrre un impatto economico positivo".

"È però certo come nel nostro centro sia possibile pensare di far attecchire rapidamente vocazioni nuove per un'area storica (per esempio quella del benessere fisico praticato ormai da quasi 30mila cesenati e da un'ampia fetta di romagnoli) così come di rafforzarne di già esistenti. In questo caso penso naturalmente a quelle collegate all'attrattivà del libro (declinato a partire dalla Biblioteca Malatestiana), del cinema (come "Piazze di cinema" ha dimostrato anche agli ultimi scettici), della gastronomia di qualità (che ha nel Festival del cibo di strada il proprio palcoscenico migliore), della semplice "vasca" in un luogo di per sè magico, tanto che è molto più facile incontrare un forlivese o un ravennate a Cesena che sentirsi raccontare il contrario - continua Lucchi -. Ma per passare dalle enunciazioni ai fatti, a mio parere è utile che il dibattito di queste settimane faccia un salto di qualità ulteriore. Servirà cioè non solo stare costantemente con la testa girata nella giusta direzione, ma anche evitare di collocare semplici "bandierine" quali quelle che garantiscono un comunicato stampa o un post".

"E, allo stesso modo, sarà invece necessario provare ad elaborare progetti di sistema veri e propri, da sottoporre poi al Tavolo di concertazione ormai consolidatosi da anni (Zona A, per noi), al nuovo luogo del confronto tra le forze economiche e sociali (il Tavolo per l'economia ed il lavoro, riconvocato già per la fine d'agosto) e subito dopo al nuovo gestore delle attività per il centro storico che, a seguito del bando pubblico che l'assessore Lorenzo Zammarchi ha lanciato come intuizione già mesi fa, sarà operativo dall'inizio del 2018, quando dovremmo avere a disposizione un luogo nuovo come Piazza della Libertà che, inevitabilmente, nella sua fase iniziale costituirà già di per sè un'occasione di attrazione per tanti - osserva -. Ma come dare spazio, gambe, opportunità, risorse, a coloro che non si limiteranno a voler porre bandierine? Per l'Amministrazione comunale esiste un metodo semplice e facilmente verificabile: quello che, sin dal Bilancio 2018, in discussione dal mese di ottobre, dovrà garantire risorse a chi attorno alla strutturazione delle nuove vocazioni ci "metterà la faccia", proponendo al Comune di sostenerne anche direttamente la progettazione".

"Nei giorni scorsi Matteo Marchi ed io l'abbiamo anticipato alla Confcommercio e lo stesso ho fatto in queste ore alla Confesercenti - continua -. Perché Marco Casali in fondo ha ragione: non basta una vocazione nè, sulla progettazione del futuro del nostro centro storico, si può essere chiusi od autoreferenziali. Il mondo delle nostre Associazioni ha accettato questa sfida e lo stesso sta facendo anche il Comune". Conclude il sindaco: "Mi auguro che tutto il mondo della rappresentanza politica cittadina sia capace, allo stesso modo, di orientare il proprio impegno al futuro e di contribuire all'elaborazione di una strategia comune che ci dovrà portare non semplicisticamente a mettere per iscritto un progetto, perché quello che ci serve è la collana di vocazioni attorno alla quale proporre ai romagnoli ed ai tanti turisti della costa, il meglio di un centro storico come quello di Cesena, unico per fascino e capacità attrattiva".
 

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