Cronaca

Centro Donna, crescono le richieste d'aiuto: oltre duemila utenti nel 2017

Il trend in crescita è confermato anche dai nuovi accessi: negli ultimi dodici mesi le persone che si sono rapportate al servizio per la prima volta sono state 424, pari al 20% del totale

Numeri  in aumento per il Centro Donna del Comune di Cesena, che nel 2017 ha registrato un totale di 2020 contatti, con un incremento di quasi il 10% rispetto al 2016, quando si erano contati complessivamente 1893 utenti. Il trend in crescita è confermato anche dai nuovi accessi: negli ultimi dodici mesi le persone che si sono rapportate al servizio per la prima volta sono state 424, pari al 20% del totale. "Si tratta di risultati molto significativi - dichiarano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alle Politiche della differenza Francesca Lucchi - che testimoniano la crescente necessità di aiuto da parte delle donne e, al tempo stesso, dimostrano la capacità di risposta del nostro Centro Donna, che si conferma come  un importante punto di riferimento per la città".

Non sorprese che a varcare la soglia dei locali di via Aldini - dove dal 2015 si trova la sede del Centro - siano state quasi esclusivamente donne (98%). Da un punto di vista anagrafico, la maggior parte di loro ha un’età compresa fra i 30 e i 49 anni, è sposata o, comunque convivente. Le italiane rappresentano il 60% dell’utenza, mentre fra le straniere, negli ultimi anni, si è registrato un significativo aumento delle donne provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est fuori dall’Ue, che da sole costituiscono il 10%; in ripresa anche il dato degli utenti provenienti da paesi di area magrebina  e del Sud America, in calo invece l’utenza proveniente da paesi della CEE. Il titolo di studio prevalente è il diploma di scuola media superiore, mentre da un punto di vista lavorativo la condizione più diffusa è quella di disoccupata.

E il problema del lavoro è certo uno dei più sentiti dalle donne che hanno interpellato il centro: lo indicano le 30 consulenze attivate nel corso dell’anno per l’orientamento al lavoro, che si sono tradotte in 75 colloqui individuali. Ma più in generale, le operatrici del Centro Donna segnalano  l’esigenza crescente manifestata dalle utenti di avere un  supporto anche per candidature on line sui siti internet e per compilazione di domande di lavoro.

“Ma le operatrici ci segnalano - rimarcano sindaco e assessore - anche l’esigenza delle utenti di raccontarsi e di condividere i propri disagi e le proprie sofferenze personali, familiari e sociali, trovando nel Centro Donna uno spazio di ascolto, di presa di coscienza e di consapevolezza delle criticità. Anche in questo aspetto si riflette nei dati dell’attività svolta: nel 2017 sono stati 52 i casi che hanno usufruito di un supporto psicologico (erano 37 nel 2016), con la realizzazione di 286 colloqui individuali. Tutti elementi che mostrano la diffusione di un ampio spettro di situazioni di disagio”. Disagio che si ritrova anche analizzando i dati del servizio di consulenza  giuridica. Gli accessi a questo servizio sono stati 165, e fra essi i casi più frequenti sono le separazioni altamente conflittuali (36 contro i 32 del 2016), i maltrattamenti (22 contro i 19 del 2016), lo stalking (12 contro i 5 del 2016). Ma vi compaiono anche un caso di cyber bullismo e due  casi di violenze sessuali.

Proprio sul fronte del contrasto alla violenza di genere si registra un forte impegno del Centro Donna. Sono stati 31 i casi di accompagnamento alla rete antiviolenza del territorio (erano stati 14 nel 2016) e in questo contesto nel corso dell’anno si sono cementati con i servizi sociali e sociosanitari, con incontri, seminari, momenti di formazione dedicati. Da ricordare, poi, la realizzazione di un percorso di formazione e stage pensato per le donne vittime di violenza e maltrattamento con l’obiettivo di aiutarle ad andare verso l’autonomia lavorativa, e la pubblicazione della guida multilingue “Come chiedere aiuto in caso di violenza”. Senza dimenticare l’attività prevenzione e sensibilizzazione, specialmente verso i più giovani. Nel 2017, attraverso il progetto “Io+Io=Noi” si sono svolti 44 incontri in cinque scuole superiori e in una scuola media inferiore, con il coinvolgimento di oltre 700 studenti, mentre nel corso dell’anno sono stati promossi anche un ciclo di conferenze sull’identità maschile e vari momenti di confronto e di riflessione per l’intera città, anche grazie alla collaborazione con le associazioni di donne attive sul territorio. 

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