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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Una nuova vita per il centro cinema "San Biagio"? Rilancio su più fronti

L'obiettivo è di riportare il “San Biagio” in gran spolvero, puntando sulla formazione, ma soprattutto qualificando la programmazione sia della sala che delle rassegne. Tra gli obiettivi anche valorizzare l’archivio

E’ pronto al varo il progetto il rilancio del Centro Cinema Città di Cesena, messo a punto grazie alla collaborazione fra l’Assessorato alla Cultura e la Cineteca di Bologna, sulla base dell’accordo siglato il 4 agosto scorso. L'obiettivo è di riportare il “San Biagio” in gran spolvero, puntando sulla formazione, ma soprattutto qualificando la programmazione sia della sala che delle rassegne. Tra gli obiettivi anche valorizzare l’archivio, favorendo la fruizione da parte del pubblico di fondi e collezioni anche attraverso le nuove tecnologie.

Sono questi i principali filoni di intervento. Gli obiettivi e le attività contenuti nel progetto sono stati illustrati dall’Assessore alla Cultura Christian Castorri, dall’Assessore regionale Massimo Mezzetti e dal Direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina al Centro San Biagio di Cesena. Più specificamente, per rivitalizzare il Centro Cinema si punta a un’articolata serie di azioni, che prevedono di rinnovare la programmazione delle sale cinema, spingendo verso una multiprogrammazione, attenta ai diversi target, per una moltiplicazione dell’offerta in diverse fasce orarie, uscendo anche dal panorama strettamente cinematografico per collaborare con altre forme artistiche molto forti sul territorio (ad esempio teatro, arte, fumetto).

LA FORMAZIONE - Sul fronte della formazione, due sono gli ambiti di intervento individuati l'educazione all'immagine rivolta principalmente ai bambini e ragazzi (6-18 anni) e la formazione professionale di operatori del settore del cinema e dell'audiovisivo. Per quanto riguarda l’educazione all'immagine rivolto ai più giovani, sarà sviluppato il progetto denominato “Davanti agli occhi - Schermi e lavagne”, che punterà a coinvolgere le scuole primarie e secondarie del territorio cesenate in percorsi didattici sul linguaggio e sulla storia del cinema, contando sul supporto del Dipartimento Educativo della Cineteca di Bologna (che potrà fornire consulenza e materiali per la realizzazione delle iniziative). In previsione anche incontri di approfondimento per le scuole sugli elementi del linguaggio cinematografico. Fra le azioni individuate, la creazione di una sezione Kids (dalla prima infanzia ai ragazzi) per “Piazze di Cinema”, con proiezioni, laboratori e attività per le famiglie itineranti in diversi luoghi all’aperto della città, seguendo la filosofia del festival.

IL CINEMA IN SALA - Per il Cinema San Biagio l'ipotesi è quella di una fascia di programmazione che attraversi tutta la stagione (ottobre/aprile) con un appuntamento fisso settimanale da dedicare alla storia del cinema e curata dalla Cineteca di Bologna. Si pensa ad un approccio in prima battuta non troppo “specialistico”, ma che consenta di avviare un percorso per costruire nel tempo un pubblico attento e curioso verso la storia del cinema. Le proposte si svilupperanno in particolare sulla storia del cinema sia italiano che internazionale, su retrospettive tematiche, da scegliere in armonia alla programmazione del “Cinema Ritrovato al Cinema” dei cinema del centro storico, e in connessione alle eventuali mostre fotografiche che verranno allestite o ad altri eventi collaterali. Alla rassegna si può aggiungere un appuntamento a cadenza all'incirca mensile che contempli una presentazione con ospite, con un’attenzione particolare verso il documentario.

Gli appuntamenti e le rassegne sono da costruire insieme alla Mediateca, ad oggi punto di riferimento per famiglie, cittadini ed appassionati ( con una media di 300 prestiti al giorno), che propone già contaminazioni con diverse arti ( fra tutte il fumetto), recepisce gli input esterni e si fa promotore di sensibilizzazioni al pubblico attraverso consigli, bacheche e proposte ad hoc. Si pensa anche di individuare nuove forme di collaborazione con gli esercizi pubblici con formule – già collaudate in altre città – di “cena + cinema” o “aperitivo + cinema” in determinante serate ad un prezzo fisso e scontato, per promuovere la circolazione di persone nel centro storico nelle serate infrasettimanali.

VALORIZZAZIONE DELL'ARCHIVIO - In primo luogo si interverrà per migliorare la conservazione di tutti i fondi fotografici presenti. Fra i primi interventi contemplati, la depolveratura e il condizionamento in buste e scatole conservative dei negativi (più deteriorabili e più preziosi: è il caso dei Fondi Divo Cavicchioli, Vittorio Mazza/Foto Film Color e Vittorugo Contino). Si proseguirà con l’apposizione di un numero d’inventario per ciascuna unità inventariale. Potrà essere avviato il lavoro di condizionamento dei fondi di stampe. Dopo aver effettuato la revisione delle digitalizzazioni esistenti, si procederà dapprima con la digitalizzazione del materiale negativo del Fondo Vittorugo Contino e si avvierà il lavoro sulle stampe dei Fondi Gian Vittorio Baldi, Corrado Terzi, Cesare Biarese, Pierre Todeschini, Annalisa Nasali Rocca, Paolo Cavicchioli e Fondo Cliciak; ulteriore intervento sarà la verifica dei dati delle schede catalografiche preesistenti e il loro grado di utilizzo, il riversamento e la normalizzazione dei dati esistenti in un database condiviso e la catalogazione dei fondi non ancora lavorati.

Al contempo si punterà a favorire l’accesso e la valorizzazione delle collezioni attraverso occasioni di incontro tra la città e il patrimonio del Cinema, in primo luogo attraverso l’organizzazione di mostre. In questo contesto si mira a sviluppare una progettualità espositiva, sulla base dell'esperienza maturata in questi anni sia dal Centro Cinema/Comune di Cesena, sia dalla Cineteca di Bologna. Il format potrebbe essere quello di un evento espositivo all'anno da programmare in entrambe le città. Il segnale interessante, al di là del format, potrebbe essere quello di costruire l'esposizione attingendo ad entrambe le collezioni.

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