"Il Centro di accoglienza di Macerone inagibile", il Comune detta le condizioni per la riapertura

Gestori e proprietari dell'immobile dovranno ripristinare le condizioni igienico-sanitarie entro il termine fissato dal Comune

Una decisione che era annunciata ed è puntualmente arrivata. La dirigente del settore Governo del Territorio del Comune Emanuela Antoniacci ha firmato l’ordinanza con la quale dichiara inagibile l’immobile di via S. Agà, dove ha sede il Cas di Macerone, diffidandone l’utilizzo fino a quando non si sarà proceduto al ripristino delle condizioni igienico sanitarie. 

Nell'ordinanza, "si impone all’associazione Croce d’oro Cesena, in qualità di gestore della struttura, e ai proprietari dell’immobile, di provvedere a tutti gli interventi di ripristino entro 15 giorni, con l’ obbligo di consegnare entro lo stesso termine la certificazione relativa alle operazioni eseguite".

Il provvedimento è stato immediatamente notificato agli interessati e inviato anche ai Servizi Sociali dell’Unione Valle Savio, al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl e alla Polizia Municipale, per le rispettive competenze. In particolare, "alla Polizia municipale è affidato il compito di verificare l’ottemperanza di quanto prescritto".

L'ispezione effettuata dagli organi competenti la scorsa settimana aveva evidenziato la presenza di problemi di natura igienico sanitaria, che avevano portato immediatamente Ausl e Polizia Municipale a valutare  la chiusura del Cas. In precedenza c'era stato un duro botta e risposta tra l'associazione Romagna Migrante, con accuse alla struttura di Macerone. Croce d'oro rimane sulla sua posizione e fa sapere, in una nota, che non è stata imposta nessuna chiusura, ma solo alcuni adeguamenti.

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Croce d'Oro di difende: "Chiesti solo adeguamenti"

Prendendo le mosse dai rilievi contenuti nella nota che il Dipartimento di Sanità Pubblica ha trasmesso al Settore in merito al sopralluogo effettuato nei giorni scorsi nel centro di accoglienza, l’ordinanza elenca gli interventi ritenuti necessari, fra cui: "predisporre un rapido piano di disinfestazione, seguendo i protocolli più opportuni e verificandone l’efficacia; eseguire una accurata pulizia di tutti i locali; ripristinare la disponibilità di servizi igienici; ripristinare e messa in sicurezza degli impianti elettrici; eliminare le macerie e i materiali di scarto presenti anche all’esterno della struttura".

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