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Centri ricreativi, Lattuca scrive a Bonaccini: "Ristori per tutti, anche quelli senza partita Iva"

“Credo siamo tutti concordi – prosegue – nel riconoscere l’importante funzione sociale svolta dai circoli, che va ben oltre il concetto di tempo libero: sono luoghi che creano e mantengono vivi i legami tra le persone"

Equiparare i centri ricreativi, sociali e culturali con autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ai pubblici esercizi e prevedere ristori per tutti i circoli, anche quelli senza partita Iva. Lo chiede il Sindaco Enzo Lattuca al Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini affinché la Regione agisca da tramite con il Governo. “Come tanti altri Sindaci – scrive Lattuca nella lettera indirizzata al Presidente della Regione – in queste settimane ho raccolto la preoccupazione di numerose associazioni e di singoli gestori di centri ricreativi, sociali e culturali con autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande. Si tratta di categorie che, se in questa difficilissima situazione non vengono aiutate e sostenute, rischiano davvero di scomparire, e non possiamo permetterlo: sia perché i circoli con mescita occupano migliaia di lavoratori, sia perché con la loro definitiva chiusura si perderebbe un prezioso capitale sociale fatto da milioni di volontari che impiegano il loro tempo e le loro energie a beneficio e a servizio della collettività”.

“Credo siamo tutti concordi – prosegue – nel riconoscere l’importante funzione sociale svolta dai circoli, che va ben oltre il concetto di tempo libero: sono luoghi che creano e mantengono vivi i legami tra le persone, e costituiscono dei veri e propri presìdi di coesione sociale sul territorio. Di questi, i circoli con partita Iva, per i quali il c.d. “decreto Ristori” ha previsto aiuti economici, sono purtroppo solo una minima parte”.

“Per questo, nell’interlocuzione tra Regione e Governo ritengo che su questo argomento vadano posti all’attenzione due temi: da un lato equiparare, nella disciplina delle aperture/chiusure, i centri ricreativi, sociali e culturali con autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ai pubblici esercizi e, nello stesso tempo, prevedere ristori per tutti i circoli, anche e soprattutto quelli più piccoli”, conclude Lattuca.

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