Centri estivi per bambini disabili, il Comune: "Nessuno è escluso dal servizio"

“Sinistra Italiana torna sul tema dell'accesso ai centri estivi da parte dei bambini disabili, mostrando una scarsa conoscenza e utilizzando il termine discriminazione in maniera strumentale"

“Sinistra Italiana torna sul tema dell'accesso ai centri estivi 0-14 anni da parte dei bambini e ragazzi con disabilità, mostrando una scarsa conoscenza del loro funzionamento e, soprattutto, utilizzando il termine discriminazione in maniera ingiusta e, purtroppo, decisamente strumentale”: è la replica che arriva a stretto giro dal Sindaco Paolo Lucchi e dall'asssessore ai Servizi per le persone Simona Benedetti. Sinistra Italiana, infatti, lamenta una disparità di trattamento tra bambini normodotati e bambini disabili, questi ultimi in particolare avrebbero una minore disponibilità oraria nei centri estivi del Comune.

Dice la nota di replica: “Parliamo di un servizio non scolastico a domanda individuale, che, quindi, il Comune non "garantisce" a nessuno. Lo sanno bene le migliaia di famiglie cesenati che, in completa autonomia, qualora ne abbiamo bisogno, scelgono da anni un centro estivo fra quelli a disposizione (organizzati da tante associazioni, parrocchie, polisportive, ecc.), decidendo per quante settimane frequentarlo e pagandolo le rette completamente di tasca propria. Non esiste garanzia di durata, né di costo a carico dell'ente pubblico. Cosa intende Sinistra Italiana con "garanzia di turni"? A Cesena, come in qualsiasi altra città, ci sono ragazzi che non frequentano i centri estivi ed altri che, invece, li frequentano per una, due, tre, quattro o più settimane a seconda delle scelte loro e dei loro genitori”.
 
“Non in tutti i Comuni d'Italia, invece, accade ciò che da anni accade a Cesena al fine di includere tutti i bambini e permettere anche ha chi ha avuto la sfortuna di fare i conti con una disabilità di frequentare un centro estivi, se lo vuole. Infatti, in considerazione della organizzazione flessibile di questi servizi, da tantissimi anni il nostro Comune ha scelto di incentivare la frequenza anche da parte dei bimbi con disabilità, versando alle associazioni (ovvero ai gestori) i costi degli educatori aggiuntivi per il sostegno, che li affiancano durante la giornata. I medesimi educatori, per altro, che il Comune garantisce, oltre al trasporto dedicato, anche in compresenza con gli insegnanti di sostegno (garantiti dal Ministero dell'Istruzione) nelle aule durante l'anno scolastico  (e il cui costo, solo per fare un esempio che conferma l'attenzione del Comune, è passato dai 600.000 euro del 2014/15 agli 800.000 del 2016/17).  Tornando dunque ai centri estivi 2017, si conferma che tutti i ragazzi con disabilità che ne abbiamo fatto richiesta sono stati inseriti e per tutti il Comune ha sostenuto il costo dell'educatore aggiuntivo, per tutta la durata di frequenza, per un minimo di almeno 30 ore settimanali (6 ore al giorno dal lunedì al venerdì).  Ben diverso il caso di Carrara (citato da Sinistra Italiana), dove a un bambino con disabilità era stata permessa la frequenza con educatore per sole 12 ore settimanali a fronte delle 36 complessive di centro estivo”.

“Dunque, in linea con quanto sempre accaduto, anche quest'anno il Comune ha sostenuto la frequenza ai centri estivi dei ragazzi con disabilità (43 ragazzi) per un massimo di tre turni (ovvero 6 settimane di centro estivo da un minimo di 6 ore al giorno ad un massimo di 9 ore giornaliere), a seconda del centro estivo scelto dalle famiglie. L'articolazione delle settimane è definita generalmente in maniera discrezionale dalle famiglie, che possono chiedere diversi periodi fino a 6 settimane complessive (solo in situazioni di particolare complessità di salute e familiare negli anni, i turni sono stati 4: quest'anno a fare 4 turni sono stati 3 ragazzi). Normalmente, tuttavia, le domande delle famiglie sono valutate in modo tale che tutte possano essere accolte e tutti i ragazzi abbiano la possibilità di usufruire fino a 6 settimane di centro estivo (tre turni)”

“Normalmente, quindi, le famiglie si iscrivono in autonomia presso i gestori che poi, sempre in autonomia organizzano il servizio, chiedendo al Comune l'integrazione per il sostegno.  Si conferma un costante aumento delle domande da parte delle famiglie con bambini e ragazzi con disabilità per l'accesso a questi centri estivi: 33 nel 2015, 37 nel 2016 e 43 nel 2017. Un aumento che è andato di pari passo, ovviamente, con l'aumento delle risorse economiche messe a disposizione, passate da 61.260 € nel 2015 a 90.000 € nel 2017 (aumento pari al 46%). Nel caso in cui la richiesta riguardi un ragazzo con disabilità, inoltre, a variare è anche la fascia di età di riferimento per l'accesso, che generalmente arriva fino a 18 anni (e non più 6-14). In realtà, tuttavia, proprio in una logica di inclusione, ai 43 ragazzi inseriti in queste settimane, si sono aggiunti 4 ragazzi ultramaggiorenni.
Ogni qualvolta ci si sia riusciti, infatti, tutte le richieste sono state accolte, anche se provenivano, come in questo caso, da ragazzi adulti e spesso ormai fuori dal percorso scolastico. Unica differenza, e solo in questi quattro casi, il livello di contribuzione del Comune (settori scuola e servizi sociali) che per la copertura del costo dell'operatore (rapporto 1 a 1) ha necessitato di un contributo (assai più piccolo di quello pubblico) anche da parte della famiglia”

“Si ricorda, in ogni caso, che per le persone adulte con disabilità sono disponibili durante l'estate, qualora le famiglie fossero interessate, altri servizi parificabili ai centri estivi, che prevedono percorsi educativi ed assistenziali diversi, ugualmente commisurati all'età e ai bisogni. Servizi cui si accede attraverso relazione con l'assistente sociale dedicata. Per finire con la conferma della volontà piena si inclusione, si sottolinea come il Comune intervenga anche per sostenere la frequenza ai centri estivi nei casi in cui le famiglie versino  in stato di povertà assoluta:  nel 2017 sono stati aiutati economicamente 83 ragazzi per una spesa di 20.000 euro”.

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