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Cause per la tariffa di depurazione a Bagno, per i cittadini rimborsi fin da gennaio 2001

E’ giunta alla conclusione l’intricata vicenda del rimborso della tariffa di depurazione, per la quale erano sorte ben cinque cause civili promosse davanti al Giudice di Pace di Bagno da altrettanti gruppi di cittadini

E’ giunta alla conclusione l’intricata vicenda del rimborso della tariffa di depurazione, per la quale erano sorte ben cinque cause civili promosse davanti al Giudice di Pace di Bagno da altrettanti gruppi di cittadini. La questione riguardava in particolare il termine di prescrizione del diritto fatto valere, che per il Comune di Bagno di Romagna doveva intendersi quello quinquennale, mentre per i cittadini doveva essere quello ordinario decennale, con conseguente rimborso per il maggior periodo di riferimento.

“In particolare – spiega il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini – la questione è sorta a seguito della sentenza del 15 ottobre 2008 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della Legge Galli, che prevedeva che la tariffa relativa al servizio idrico integrato, comprensiva anche della quota relativa al servizio di depurazione, dovesse essere corrisposta anche da parte di quei cittadini che non usufruivano di fatto del servizio di depurazione stesso. La legge delega  e il decreto ministeriale, che sono successivamente intervenuti a determinare le modalità di rimborso della quota della tariffa, non disciplinavano tuttavia in maniera chiara ed univoca i termini di prescrizione di tale diritto, dando spazio a diverse interpretazioni ed altrettanti contenziosi tra chi sostiene la tesi della prescrizione quinquennale e chi sposa la tesi della prescrizione decennale”. 

“In questa situazione il Comune ha prudenzialmente rimborsato le somme spettanti ai cittadini per il periodo quinquennale antecedente al 2008, ovvero sino al 15 ottobre 2003, mentre cinque gruppi di cittadini hanno promosso altrettante cause per ottenere il rimborso del maggior periodo decennale e cioè sino al  primo gennaio 2001 - spiega il sindaco -. Alle sentenze con le quali il Giudice di Pace ha ritenuto di condannare il Comune dichiarando l'applicabilità del termine decennale di prescrizione hanno fatto poi seguito altrettanti appelli presso il Tribunale di Forlì da parte del Comune, a causa delle motivazioni troppo sbrigative adottate dal primo Giudice a fondamento delle decisioni”.

“Come abbiamo chiarito in Consiglio Comunale, infatti – continua il primo cittadino – le decisioni del Giudice di Pace non erano sufficientemente fondate e chiare per permettere di adottare una decisione ragionevolmente basata sui criteri di giustizia ed equità, oltreché garantista per il resto della comunità. Abbiamo quindi deciso di rimetterci in appello alle valutazioni di un organo giurisdizionale chiamato a decidere secondo diritto, ovvero il  competente Tribunale di Forlì. Proprio quest’ultimo Tribunale, decidendo su due delle cinque cause di appello pendenti, ha stabilito che il termine di prescrizione da applicarsi al rimborso è quello decennale”.

“Il dato positivo emerso dall’appello sta nel fatto che la sentenza ripercorre con puntualità gli elementi di fatto e diritto che sostengono l'applicazione del termine lungo, permettendo così di superare le infelici previsioni del  decreto ministeriale e i vari pareri interpretativi resi dallo stesso ufficio legislativo del competente Ministero. La sentenza conferma anche la ragionevolezza dell’appello stesso nel momento in cui evidenzia che le sentenze del Giudice di Pace di Bagno di Romagna, pur indovinate nella conclusione, erano comunque leggere quanto a motivazione perchè assunte facendo riferimento ad asserite numerose pronunce peraltro non citate.  Al riguardo, anche la pronuncia sulle spese legali pare giusta e condivisibile, atteso che il Giudice di Appello ha disposto una compensazione del 50% per tenere conto della novità della questione e del diverso opinamento tra organi giurisdizionali e amministrativi. Prendiamo quindi atto della decisione del Tribunale e riteniamo che ci siano ora ragionevoli e fondati motivi per non procedere con altri gradi di giudizio e neppure con gli altri tre appelli pendenti innanzi allo stesso Tribunale di Forlì, per i quali abbiamo convenuto di avviare l'iter per l'abbandono delle cause, che verrà approvato già alla prossima seduta di Giunta”, chiarisce Baccini.

“In questo modo – precisa il sindaco – manteniamo coerenza anche a quanto ci eravamo impegnati in Consiglio Comunale, ove avevamo dichiarato di renderci disponibili a dar corso alle procedure di rimborso in caso di esito negativo degli giudizi di appello. Si chiude così una vicenda annosa e lunga che aveva caratterizzato momenti politici delle passate legislature . Abbiamo quindi dato indirizzo agli uffici di predisporre gli atti necessari per procedere a quantificare gli importi da restituire e per determinare le modalità operative di restituzione, così da permettere a tutti coloro che ne hanno titolo di domandare il rimborso sino al  primo gennaio 2001. Non appena questi ultimi passaggi saranno chiariti, daremo idonea comunicazione ai cittadini”, conclude.

Diversa la posizione di David Camagni del Circolo "Allende":  "Il Tribunale di Forlì ha respinto i ricorsi del Comune di Bagno di Romagna   il quale  ha finalmente deciso di chiudere  l’annosa vicenda riconoscendo il diritto all’ intero rimborso  di quanto pagato dai cittadini dal 01/01/2001 al 30/06/2004 per un servizio, quello di depurazione dei  reflui fognari, mai erogato per mancanza del depuratore. Si trattava di una questione tanto semplice ed ovvia che solo in un paese di  azzeccagarbugli  come il nostro, con amministratori pubblici affetti da frequente  allergia verso diritti elementari dei cittadini e da ricorrenti manifestazioni di  arroganza del potere, può accadere di doversi imbarcare in un estenuante viaggio durato sette anni  fra avvocati, giudici, funzionari, pseudopareri: tutto questo per riuscire a farsi restituire dal Comune quanto in passato erroneamente preteso per un servizio inesistente". 

"La somma complessiva che deve ancora essere restituita a coloro che non hanno fatto causa ammonta a 227.566 Euro per cui il Comune, riconosciuto ora il diritto dei cittadini ad ottenere il rimborso dell’intera somma pagata nel periodo 2001/2004, dovrebbe darne informazione  agli interessati precisando tempi e modalità di presentazione delle relative domande. Certo, siamo contenti  per il successo della nostra iniziativa  partita nel mese di novembre 2008 informando ed assistendo gratuitamente quasi mille  cittadini che da allora si sono rivolti al nostro Circolo , anche se tutta la vicenda  ci ha purtroppo confermato che il nostro sistema, di fatto, non dispone di strumenti facilmente accessibili, efficienti e rapidi che tutelino il cittadino-utente contro l’arroganza ed i soprusi che spesso caratterizzano i comportamenti di certi amministratori pubblici".


 

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