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Cassa di Risparmio verso l'aumento di capitale. Fabbri: "Peso dei 'deteriorati'"

La necessità del rilancio della Carisp deriva dal peso cresciuto nel tempo dei crediti deteriorati. L'ex consigliere comunale Davide Fabbri quantifica una cifra

Il primo di febbraio sarà il giorno della svolta per la Cassa di Risparmio di Cesena, con l'assemblea degli azionisti chiamata ad esaminare un aumento di capitale che si aggira sui 50-70 milioni di euro, necessari per rimettere nei parametri i conti della principale banca cesenate. E' probabile che nel rinnovo del consiglio di amministrazione, che passa da 11 a 9 membri, vengano inseriti soggetti rappresentativi degli istituti che verranno coinvolti nell'operazione di ricapitalizzazione.

Formalmente dei 9 membri, 7 saranno espressione delle Fondazioni bancarie di Cesena, Faenza e Lugo, che detengono il 66% del capitale azionario e 2 dei piccoli azionisti privati, per la quota rimanente.

La necessità del rilancio della Carisp deriva dal peso cresciuto nel tempo dei crediti deteriorati. L'ex consigliere comunale Davide Fabbri, da una lettura attenta dei bilanci ufficiali, quantifica, al 30 giugno 2015, i crediti verso la clientela in 3,87 milioni di euro, di cui deteriorati 1,29 milioni di euro. Da parte della banca, contattata, non arrivano commenti sui numeri diffusi da Fabbri nella sua pagina Facebook. Sull'edizione odierna del Resto del Carlino, su questo tema interviene invece la rsu del sindacato autonomo dei bancari Fabi, Roberta Pernici, che lega la questione dell'aumento dei crediti deteriorati alla grande crisi economica degli ultimi anni, in particolare col crollo del mercato immobiliare.

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