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Caso Teverini: in attesa del responso del georadar, sequestrato il computer dell'ex marito

Non è l'unico accertamento in corso da parte della Squadra Mobile della Questura di Forlì a cui la Procura della Repubblica ha affidato l'incarico di recuperare indizi

Ora sono al lavoro i computer, quelli su cui sono scaricati i dati del sofisticato georadar con cui venerdì scorso è stata scandagliata l'area dell'abitazione di Franco, il fratello di Costante Alessandri che si ritrova, per la seconda volta, indagato per l'omicidio di sua moglie Manuela Teverini, scomparsa nel nulla nell'aprile 2000. L'analisi sul campo coi cani molecolari specializzati nella ricerca di resti umani, e col georadar in dotazione alla Polizia Scientifica di Roma, non avrebbe prodotto risultati di particolare evidenza tali da giustificare l'avvio di lavori di escavazione. Ma dall'apparecchio nel giro di pochi giorni arriverà ogni minima traccia,  se è stata rinvenuta.

Non è l'unico accertamento in corso da parte della Squadra Mobile della Questura di Forlì a cui la Procura della Repubblica ha affidato l'incarico di recuperare indizi da inserire nel dossier bis su Manuela Teverini. La Polizia, nel perquisire la casa di Costante Alessandri, ha posto sotto sequestro il computer dell'uomo. Il pc sarà quindi anch'esso passato al setaccio, nei suoi dati, nelle sue comunicazioni, foto, archivi etc. Insomma, niente viene lasciato intentato, come invece accadde nel 2000 quando non vene controllata la villa di Franco Alessandri, che all'epoca era in cantiere. Lo stesso Costante dichiarò all'epoca che quel giorno aveva stazionato nel cantiere della casa del fratello per controllare l'avanzamento dei lavori. Ed è per questo che le ricerche, 16 anni dopo, si sono concentrate proprio lì.

IL CASO - Era la notte tra il 5 e 6 aprile del 2000 quando Manuela Teverini, all’epoca 35 anni, scomparve nel nulla dalla sua casa di Capannaguzzo, frazione della campagna cesenate, dove viveva con la figlia di quattro anni e il marito Costante Alessandri. A distanza di 16 anni, la Procura ha deciso di riaprire il caso per cercare il corpo della donna, dichiarata morta dal Tribunale di Forlì nel marzo scorso. 

IL GIORNO DELLA SCOMPARSA - La donna svanì nel nulla quella notte di aprile di 16 anni fa, lasciando in casa la figlioletta di quattro anni, ora maggiorenne. La donna si stava separando dal marito, che agli inquirenti riferì che la sera del 5 aprile si addormentò accanto alla figlia. Quando la mattina si svegliò, non trovo Manuela in camera. Il letto era intatto e in casa non mancava nulla. Nel garage però non c'era l'auto. “Ho pensato fosse scappata, come spesso aveva minacciato di fare, visto cha la sera prima avevamo avuto una discussione” dichiarò Alessandri. Poche ore dopo, però, uno dei fratelli di Manuela Teverini trovo la sua Fiat parcheggiata vicino alla stazione di Cesena. E di Manuela, da quella sera del 5 aprile, nessuna notizia.

L'ARRESTO - A dicembre 2002 il marito fu arrestato per omicidio e occultamento di cadavere. Fu condotto in carcere a Forlì dove rimase per circa un mese. In un’intercettazione parlò dell’omicidio della moglie con la prostituta che frequentava: ma davanti agli investigatori disse che lo aveva fatto per provocarli, visto che sapeva di essere intercettato. Ad aggravare la posizione del marito la presenza di un’assicurazione sulla vita stipulata da Manuela poco prima. Venne però scarcerato in quanto gli esiti sulla ricerca del cadavere nei pressi dell’abitazione di Capannaguzzo diedero esito negativo.

LA RIAPERTURA DEL CASO - La svolta è di qualche giorno fa. La figlia, ora ventenne, ai microfoni di “Chi l’ha visto” ha chiesto la riapertura del caso: “Voglio tutta la verità”, ha detto la giovane. Con tutta probabilità gli inquirenti, come detto, scaveranno nei pressi della villa del fratello di Alessandri, distante 300 metri dall’abitazione dove scomparve Manuela: qui il marito, il giorno precedente alla scomparsa, si fermò per due orette circa per vedere lo stato di avanzamento dei lavori. Gli investigatori vogliono vederci chiaro.

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