Lunedì, 22 Luglio 2024
Il caso / Cesenatico

Processo per i lavori della scuola di via Torino, il sindaco Gozzoli: "Non siamo contenti della sentenza. Andremo in Appello"

"Il Comune di Cesenatico procederà pertanto ad appellare a sua volta la sentenza, per ottenere la condanna di Socim al pagamento dei danni dovuti per aver illegittimamente abbandonato il cantiere"

Il Tribunale di Forlì ha riconosciuto alla ditta Socim - ex appaltatrice per la scuola di viale Torino - 350mila euro nell'ambito della vertenza civile in corso tra Comune di Cesenatico e la ditta campana. "L'amministratore delegato di Socim ha fornito agli organi di stampa una versione dei fatti parziale e inesatta - interviene l'amministrazione comunale con una nota -. La sentenza del Tribunale di Forlì ha rigettato in toto le accuse di inadempimento rivolte al Comune di Cesenatico e a fronte di una richiesta risarcitoria avanzata dalla società di oltre 1,8 milioni di euro ne ha riconosciuti a Socim solamente 186.316,78 euro".

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"A tale cifra è pervenuto peraltro accogliendo solo alcune delle riserve della ditta, maggiorandole con criteri discutibili, e infine calcolando su questa cifra interessi compensativi e rivalutazione monetaria a partire dalla stipula del contratto, anziché dal momento dell’iscrizione delle riserve (contestazioni in ordine ai prezzi e alle quantità delle lavorazioni) come viceversa avrebbe dovuto procedere - prosegue l'amministrazione comunale -. Il Comune di Cesenatico è stato condannato al pagamento delle spese legali in misura esorbitante, ma questo appare del tutto ingiustificato in quanto Socim è soggetto soccombente sul tema dell’imputabilità al Comune dell’inadempimento, e anche in quanto ha ottenuto un decimo della cifra che richiedeva e auspicava: ragion per cui, anche le spese legali avrebbero dovuto essere ridotte a un decimo di quanto ipoteticamente dovuto applicando le Tariffe ministeriali".

Il Comune di Cesenatico annuncia che "procederà ad appellare a sua volta la sentenza, per ottenere la condanna di Socim al pagamento dei danni dovuti per aver illegittimamente abbandonato il cantiere, causando la risoluzione del contratto. Il Tribunale di Forlì ha infatti riconosciuto che non sono mai stati presenti errori progettuali e che la ditta avrebbe quindi potuto e dovuto continuare i lavori regolarmente senza abbandonare il cantiere e giustificare la risoluzione del contratto disposta dal Comune con apposito provvedimento, che il Giudice non ha annullato".

"Ancora una volta rimaniamo stupiti dall’atteggiamento della ditta Socim che sembra più abituata a fare polemica pubblica piuttosto che ad operare secondo quelli che dovrebbero essere i suoi scopi principali, ovvero l’edilizia pubblica - interviene il sindaco Matteo Gozzoli -. Anche l’Amministrazione Comunale non può essere soddisfatta dalla sentenza del Tribunale di Forlì, ma andrebbe precisato meglio quanto emerso in sentenza, ossia il Giudice ha rigettato sia le richieste danni da circa 1,8 milioni di euro formulate da Socim sia le domande danni del Comune di Cesenatico e ha riconosciuto all’appaltatore 186.316,78 euro quali somme collegate a riserve della ditta per modifiche dei prezzi a base di gara e per nuovi prezzi legate alle lavorazioni eseguite in cantiere. Tale somma unite agli interessi e alle spese legali portano, secondo il Giudice (ma non secondo la Legge: di qui la decisione di appellare la sentenza) il totale a 350mila euro circa; mentre nulla sarebbe dovuto al Comune, pur avendo la Ditta ingiustificatamente abbandonato il cantiere (di qui, la proposizione di un appello che ottenga la condanna di Socim a risarcire i danni) Va anche ricordato che la ditta Socim sostiene ormai da tempo che il progetto era "sbagliato" ma i fatti la stanno smentendo visto che la ditta che sta eseguendo i lavori lo sta seguendo regolarmente e che il giudice lo ha riconosciuto come corretto; l’unica variante economica approvata è stata infatti necessaria per adeguarsi alle nuove normative in merito agli impianti".

La controreplica

Diverso è il punto di vista della società, anche su alcuni punti spiegati. Per Socim, infatti "è stato il comune a predisporre il nuovo progetto esecutivo dell’opera e ordinato all’impresa Socim SpA di attendere l’approvazione imminente della variante in corso d’opera, per poi eseguire il nuovo progetto esecutivo e non quello di contratto. E così ha lasciato l’impresa fino a che la stessa non si è rivolta al Giudice". Ed ancora: "Per quanto attiene la perizia dei lavori in variante poi, la natura di tali lavori poco c’entra con l’adeguamento normativo". Sarà a questo punto l'Appello a riesaminare la vertenza,

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