Giovane malato abbandonato dall'Inps, il sindaco: "Porto il caso in Parlamento e Regione"

Il sindaco Matteo Gozzoli ha contattato i titolari della ditta per complimentarsi del "grande gesto che hanno compiuto insieme ai dipendenti dell'azienda"

Sta facendo il giro d'Italia la notizia del giovane malato da tempo, al quale l'Inps ha comunicato la sospensione dello stipendio da settembre. Il ragazzo, alle prese con una lunga convalescenza per l'aggravarsi della forma tumorale che l'ha colpito sin dall'età di 11 anni, verrà pagato dalla stessa ditta dove lavora, la Siropack Italia Srl di Cesenatico. Il sindaco Matteo Gozzoli ha contattato i titolari della ditta per complimentarsi del "grande gesto che hanno compiuto insieme ai dipendenti dell'azienda". Per il primo cittadino cesenaticense si tratta di un atto "che conferma l'attenzione al welfare di un'azienda del nostro Comune che sta facendo parlare di sè in tutta Italia. Ciò che sta accadendo al ragazzo tuttavia rimane incomprensibile, sembra che la normativa preveda questo iter così inspiegabile. Per questo motivo sto coinvolgendo i nostri rappresentanti in Parlamento e in Regione per capire come poter aiutare il giovane e la sua famiglia".

La vicenda

Il giovane, che tra un mese compirà 22 anni, è un ragazzo che da gran parte della sua vita deve lottare contro una grave malattia. Sin dall’età di 11 anni infatti è affetto da Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che si sviluppa prevalentemente a livello osseo. Nonostante i lunghi periodi dedicati alle terapie, è riuscito ad ottenere il diploma all’Istituto Professionale “U. Comandini” di Cesena e nel febbraio 2016 è stato assunto dall’azienda Siropack Italia di Cesenatico, con la mansione di terminalista. Purtroppo, nel marzo scorso, l’evolversi della malattia ha costretto il lavoratore a sottoporsi ad un intervento di rimozione di un polmone, dando inizio ad una lunga e delicata convalescenza, tuttora in corso, sotto le cure dell’Ieo di Milano e dell’Irst di Meldola, con cui Siropack collabora da ormai da due anni tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo, di cui sostiene vari progetti di ricerca.

In questo contesto, nonostante il giovane necessiti di tempo per proseguire il suo percorso di recupero, l’Inps è intervenuta azzerando lo stipendio che Siropack versava regolarmente al proprio dipendente, a partire dalla busta paga di settembre, considerando terminati i giorni di malattia concessi. “La nostra azienda considera quanto subito dal giovane una profonda ingiustizia - commentano i titolari della ditta, Rocco De Lucia e Barbara Burioli -. Siamo rimasti commossi dalla sensibilità dei nostri circa 30 dipendenti, che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma abbiamo stabilito che sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento, là dove gli organi preposti alla tutela dei lavoratori hanno deciso di voltare le spalle a chi si trova nel bisogno”. Per i titolari si tratta di "un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore e che, come tutti i suoi coetanei, nella quotidianità deve affrontare spese, anche importanti, e progettare il suo futuro".

"Nei periodi in cui il suo stato di salute gli ha permesso di svolgere la propria mansione all’interno della nostra azienda,  si è dimostrato un lavoratore volenteroso, nonché un ragazzo umile e generoso - concludono i titolari di Siropack - per questo non possiamo permettere che questa decisione renda ancor più difficile la sua situazione. Agiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenerlo e dimostrargli la nostra vicinanza, ed allo stesso tempo sensibilizzare le autorità competenti affinchè i lavoratori come lui possano essere trattati con maggiore umanità".

La protesta dei datori di lavoro e dei colleghi

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