Cronaca

"Siamo allo stremo. Il gattile sta morendo". L'appello dei volontari

"Le volontarie - viene riportato - sono allo stremo, ridotte numericamente all'osso per poter affrontare la mole di lavoro richiesto tanto in struttura, quanto nelle colonie feline"

"Il gattile sta morendo". E' quanto riferiscono i volontari, che hanno pubblicato un appello sulla pagina Facebook "I volontari del gattile di Cesena". "Le volontarie - viene riportato - sono allo stremo, ridotte numericamente all'osso per poter affrontare la mole di lavoro richiesto tanto in struttura, quanto nelle colonie feline. I Comuni che hanno firmato convenzione con noi ricevono il nostro intervento, laddove ce ne sia bisogno, ma al contempo ritardano a far arrivare i fondi (ad esempio Cesena) o non forniscono i microchip alla Asl veterinaria, condizione imprescindibile per poter sterilizzare i gatti randagi delle colonie feline censite sul loro territorio (ad esempio Longiano)".

"La Ausl veterinaria, da un anno a questa parte, ci garantisce un numero di sedute di sterilizzazione dei randagi altamente inferiore a quelle a cui eravamo abituati. Le segnalazioni da parte dei cittadini alle prese con gatti randagi arrivano quotidianamente e noi non possiamo garantirne la sterilizzazione in tempi brevi perché non abbiamo posti alla Asl per tutti. E intanto le gatte continuano a rimanere incinte". I volontari chiedono un aiuto all'Enpa: "Il magazzino del cibo destinato alle colonie è miseramente vuoto ed è solo grazie alle raccolte cibo e alle tasche ormai vuote dei volontari e dei referenti di colonia più sensibili che i randagi possono continuare a mangiare; il cibo per i cuccioli costa tanto, i medicinali pure ed è solo grazie ai cittadini come voi che ci sostenete che riusciamo a garantire la crescita dei piccoli e le cure per tutti quanti".

"Da lunedì verranno a mancare le borse lavoro che tutti i giorni venivano a darci una mano importante nei lavori di pulizia in gattile", viene aggiunto, e "i voucher con cui il Comune le stipendiava non ci sono più". "I volontari sono soli, stanchi di occuparsi in solitudine di un vero e proprio esercito di gatti qual'è quello che ha bisogno di noi, stufi di non avere più una vita privata, di dover spendere il proprio stipendio o pensione per gatti che non sono di nostra proprietà, abbiamo la schiena spezzata e il morale a pezzi - concludono -. Le istituzioni tutte ci hanno abbandonato nonostante un ventennio di onorato servizio prestato gratuitamente da parte dei volontari. E, ancor più grave, hanno abbandonato i gatti randagi, i loro gatti, quelli di cui loro sono i responsabili unici, come stabilito dalle leggi. Quando verremo a mancare noi, i randagi rimarranno soli sulle strade, moriranno soli, ammalati e affamati. E a nessuno sembra interessare".

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